Lutto
Attacco a Rifondazione: «Siete morti»
Nella notte imbrattate con scritte e scarabocchi di vernice la sede del partito e l’auto del segretario di zona
PIOMBINO. “Siete morti”. Così si legge sulla vetrata esterna della sede di Rifondazione comunista in via Marco Polo. Ce l’ha scritto qualcuno la notte scorsa utilizzando una bomboletta di vernice spray di colore giallo fluorescente. La stessa vernice che ha imbrattato con scarabocchi e ghirigori, senza alcun apparente significato, la bacheca, il muro, la targa all’ingresso della sezione intitolata a Vittorio Corallini.
Grossomodo nelle stesse ore della notte in cui è stata bersagliata la sede del partito, un’altra bomboletta di vernice, questa volta di colore rosso, ha colpito in viale Amendola, dall’altra parte della città. Obiettivo dello sfregio, la Volkswagen Touran di Alessandro Favilli, segretario della federazione Piombino e Val di Cornia di Rifondazione, nonché membro della direzione nazionale e responsabile regionale dell’organizzazione del partito. «Non sembra che ci siano dubbi – dice Favilli – sul fatto che questo sia un attacco diretto al nostro partito, studiato a tavolino, pianificato e messo in atto molto probabilmente da più persone. Un attacco in stile fascista mirato a intimidire». E a ulteriore conferma che chi ha agito voleva colpire proprio Rifondazione, si può considerare che nella stessa via Marco Polo c’è anche la sede della federazione locale del Pd, distante pochi metri dalla sezione del Prc. Ma la sede dei Democratici è stata risparmiata.
Ad accorgersi per primi che cosa era successo sono stati ieri mattina alcuni attivisti del Prc al momento di aprire la sede. «Io ero ancora a casa – dice Favilli – quando alcuni compagni mi hanno telefonato per avvertirmi di quello che era successo alla sede. Mi sono affacciato al terrazzo e ho visto la mia auto, parcheggiata proprio sotto casa, completamente ricoperta di sfregi rossi. Sono certo che sia stata un’azione studiata da qualcuno che mi conosce e mi teneva d’occhio – spiega Favilli – perché di solito metto l’auto in un garage un po’ distante da casa; in questi ultimi tre giorni, invece, avevo trovato parcheggio proprio sotto casa e avevo lasciato la macchina qui a portata di mano».
L’auto di Favilli, la stessa Touran colpita l’altra notte, era già stata bersaglio di vandalismi nel 2007. Anche in quel caso era stata imbrattata di vernice, ma di colore nero. Gli autori di quel gesto di sei anni fa non sono mai stati scoperti.
Per i fatti dell’altra notte, i militanti di Rifondazione hanno in prima battuta chiamato i carabinieri della Compagnia piombinese, poi le indagini - trattandosi di una vicenda a carattere politico - sono passate alla sezione Digos della polizia. «Né il partito a livello locale né io – dice Favilli – abbiamo avuto minacce o altro di recente, certo che frasi e slogan del tipo “Siete morti” sono ricorse spesso in questa campagna elettorale così accesa e alla fine qualcuno deve averli presi sul serio. In questi prossimi giorni dovevo dimettermi da segretario della federazione – aggiunge Favilli – ma non lo farò adesso, non vorrei che oltretutto si dicesse che mi sono lasciato intimorire. Se sono arrabbiato per quanto è successo? No, sono molto molto depresso».
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