Il Tirreno

Un libro e un video per i 40 anni del rogo della Coop

di Francesca Lenzi
Un libro e un video per i 40 anni del rogo della Coop

PIOMBINO. Le fiamme che distruggono tutto, ma anche le fiamme che scoprono una comunità stretta attorno a un simbolo della proprio cultura. L’incendio divampato nel grande magazzino della Proletaria...

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PIOMBINO. Le fiamme che distruggono tutto, ma anche le fiamme che scoprono una comunità stretta attorno a un simbolo della proprio cultura. L’incendio divampato nel grande magazzino della Proletaria in via Gori il 13 luglio 1972 è diventato libro, presentato ieri alla sala Soci Coop di corso Italia. “Piombino, luglio 1972 un racconto cooperativo”, il titolo del volume che rappresenta il risultato concreto di quanto raccolto nei mesi scorsi con il progetto “Piombino, le sirene, la Proletaria”, realizzato in collaborazione con Unitre e mondo scolastico.

«Mai come in quell’occasione il termine cooperare ha avuto significato più denso», afferma Enrico Mannari, direttore scientifico della Fondazione memorie cooperative, ricordando come l’incendio chiamò in causa un’intera cittadinanza che corse in aiuto del supermercato in fiamme, rinato il 22 marzo 1973. «È bello parlare oggi di un libro che è venuto alla luce grazie a un lavoro collettivo, a partire dal tavolo iniziale, al quale era presente anche l’amministrazione – commenta l’assessore alle politiche sociali, Anna Tempestini – Da quell’episodio significativo è nato il riscatto della città. Noi piombinesi siamo spesso critici, ma dentro di noi abbiamo un fortissimo amore per nostri luoghi e la nostra comunità. Ecco, nell’incendio si è saldata un’intera città attorno a quella che era considerata una propria creatura». Memoria da conservare come prezioso testimone per guardare al futuro. Questa il senso della discussione portata avanti dagli interventi nell’incontro di ieri. Su questa linea anche le parole di Sergio Costalli, Presidente della Fondazione memorie cooperative: «Dobbiamo inserire l’evento del 1972 in un inquadramento storico più ampio – afferma Costalli – laddove la mobilitazione di tutta una comunità da semplice atto di solidarietà diventa volontà rivolta a una prospettiva economica». Al termine della presentazione del volume (in allegato anche il documentario di Carlo Alessandro Argenzio), curato da Marco Gualersi, è stata inaugurata la targa dedicata al socio Siro Marzoli, alla cui memoria è intitolata la palestra.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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