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Ok la demolizione, ma forse il prezzo è troppo alto

Ok la demolizione, ma forse il prezzo è troppo alto

PROCCHIO. Le priorità dell’aministrazione comunale di Marciana e della Regione sono chiare da tempo: abbattere l’ecomostro, per anni simbolo della cementificazione e della malapolitica elbana, e...

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PROCCHIO. Le priorità dell’aministrazione comunale di Marciana e della Regione sono chiare da tempo: abbattere l’ecomostro, per anni simbolo della cementificazione e della malapolitica elbana, e mettere in sicurezza l’area interessata dall’intervento di realizzazione del centro servizi di Procchio.

Obiettivi indiscutibili, viene da dire, ma il punto sta nel prezzo che le amministrazioni pubbliche devono pagare per rimarginare la ferita. La demolizione dell’ecomostro, infatti, non fermerà il cemento previsto nell’area edificabile di Procchio, dal momento che il centro servizi risorgerà nello stesso punto e con le medesime aree, pur senza gli scantinati. A ciò si aggiunge il particolare, non certo trascurabile, di chi, a dieci anni dal sequestro del cantiere si occuperà di ricostruire il centro servizi dopo la demolizione. Il nuovo centro servizi sarà costruito dagli stessi imprenditori pistoiesi, Franco Giusti e Fiorello Filippi che tirarono sù l’ecomostro ed oggi detengono ancora i permessi a costruire. La nuova sentenza di Elbopoli, che ha stabilito per i due imprenditori Filippi e Giusti 3 anni e 6 mesi di pena, non fa che acuire un disagio che, per molti, appare evidente, fin da quando è stato reso noto l’accordo di programma tra l’amministrazione comunale di Marciana e la Regione. In pratica la Regione si è fatta carico dell’intervento di messa in sicurezza idraulica dell’area, con 5 milioni, creando le condizioni affinché l’impresa pistoiese possa portare a termine la lottizzazione sospesa con il terremoto giudiziario di Elbopoli. La soluzione definitiva è diversa rispetto alle intenzioni originarie dell’amministrazione comunale di Marciana che perfezionerà il piano attuativo nei prossimi giorni con l’impresa pistoiese, ma sembra essere uscita con le ossa rotte dalla trattativa. Il sindaco Bulgaresi fino a pochi mesi spingeva per l’abbattimento e la messa in sicurezza idraulica dell’area, poi ha caldeggiato una “traslazione” dell’edificabile più a monte: in realtà l’accordo in Regione pone le basi a un centro servizio praticamente identico a quello di 10 anni fa. Comune e impresa hanno predisposto la Scia: tra il 15 e il 18 marzo, nonostante tutto, l’ecomostro sarà raso al suolo. (lu.ce.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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