Il Tirreno

Polo culturale, in cantiere ora l’amianto non c’è più

di Melisanda A. Massei
Polo culturale, in cantiere ora l’amianto non c’è più

Francini assicura: «L’abbiamo fatto rimuovere secondo le procedure previste» Aumentati i sacchi, con le verifiche esclusa la presenza di materiale pericoloso

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PIOMBINO. Sul cantiere del polo culturale l’amianto non c’è più. Il Comune l’ha fatto rimuovere «secondo la procedura prevista», spiega l’assessore ai lavori pubblici Lido Francini.

«Innanzitutto - aggiunge - ci terremmo molto a fugare tutte le voci “terroristiche” che si sono alternate nei giorni scorsi, su Facebook e non solo. L’amianto presente è stato rimosso, mentre i sacchi che si trovano in piazza Manzoni sono stati verificati uno per uno e non contengono questo tipo di materiale». Il sopralluogo si è svolto lo scorso 19 febbraio, su richiesta dell’assessore all’ambiente Marco Chiarei, dopo l’inchiesta del Tirreno.

Presenti, lo stesso Francini, la responsabile del servizio ambiente Cristina Pollegione e Roberto Baroni del servizio ambiente. Nel cantiere, spiega Francini, «sono stati rilevati 7 sacchi, di cui alcuni con la dicitura esterna “presenza di rifiuti di amianto”», scritta che forse deve essere valsa da sola ad alimentare il sospetto che quel tipo di materiale si trovasse non solo all’interno dei cantieri, ma anche all’interno di quei contenitori, ormai da settimane abbandonati a ridosso della recensione metallica che circonda l’area lavori.

«I sacchi – aggiunge Francini – sono stati aperti e il contenuto rinvenuto si è rivelato materiale di varia natura: vetro, plastica, legno, eccetera», ma non amianto, e neanche materiale che potenzialmente potrebbe contenerne, prime fra tutte lastre in eternit.

Malgrado tutto però i sacchi sono rimasti dove si trovavano e dove si trovano ancora adesso (nelle foto), mentre dal sopralluogo sono trascorsi dieci giorni. L’intenzione, spiega Francini, è di rimuoverli quanto prima possibile, ovviamente, anche in questo caso secondo la procedura necessaria. Ma c’è dell’altro. Nei giorni scorsi i sacchi sembrano essere aumentati, o perlomeno, non si trovano più nella medesima posizione in cui si trovavano anche dopo il sopralluogo.

«Non a caso – spiega Francini – abbiamo rinvenuto vari segni di ingresso non autorizzato all’area del cantiere, prima fra tutti la legatura di ferro tagliata. Insomma, il sospetto è che ci siano state manomissioni proprio all’interno dei locali dell’ex Ipsia».

L’ultimo interrogativo riguarda a questo punto lo stato dei lavori, che, iniziati lo scorso autunno, fino a questo momento - macerie e sacchi a parte - hanno piuttosto stentato a procedere. «Abbiamo dovuto apportare una piccola variante al progetto esecutivo – racconta ancora Francini – e la stiamo portando a termine. Questo però non influisce più di tanto sul piano di lavoro della ditta (la Edil Progetti 87 di San Marco Evangelista, vicino a Caserta), che avrebbe tuttora delle cose da fare, ma che da settimane non si presenta sul cantiere. L’abbiamo sollecitata più volte e la prossima settimana, finalmente, dovrebbe tornare». Il nuovo polo culturale - la cui vicenda, lunga quasi quattro anni, è passata attraverso un numero incredibili di vicissitudini burocratiche - dovrebbe ospitare la nuova biblioteca comunale, nonché l’archivio storico della città, spazi per conferenze ed eventi culturali. Costo dell’operazione (primo stralcio), 3 milioni e 786 mila euro, 3 milioni e 600 mila dei quali coperti dal Comune tramite mutuo ventennale con la Cassa depositi e prestiti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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