La manifestazione
«Senza gli aumenti rischiamo di fallire»
Montomoli spiega la richiesta di adeguamento, oggi la Regione decide. In ballo rincari fino a 9 euro per le auto
PORTOFERRAIO. Gli aumenti delle tariffe Toremar saranno valutati oggi dalla giunta regionale. È una questione di ore, insomma, anche se ormai la scelta assunta dall’assessore ai trasporti Luca Ceccobao e la sua giunta è chiara, a vedere l’esito dell’osservatorio sulla continuità territoriale che si è tenuto ieri nella sede dell’Autorità portuale di Piombino, presieduta dall’assessore provinciale Piero Nocchi, con la partecipazione di Ceccobao e della stessa compagnia, rappresentata dal presidente Stelio Montomoli e da Achille Onorato.
Toremar ha ribadito davanti alle amministrazioni - presenti Porto Azzurro, Marciana Marina e Rio nell’Elba - e alle associazioni di categoria le condizioni che hanno convinto l’azienda a chiedere la rimodulazione delle tariffe. «Rispetto alla firma dell’intesa abbiamo perso per strada più di 4 milioni – spiega Montomoli – 2,1 milioni per l’impossibilità di detrarre l’Iva, altri 2 milioni di carburante. In più il contratto firmato con la Regione ci impegna a rinnovare la flotta: abbiamo speso altri 2 milioni per rifare l’Oglasa e l’Aethalia. A queste condizioni non possiamo andare avanti, ma non conviene a nessuno lasciar fallire la Toremar. E, dovendo scegliere tra ritoccare le tariffe o ridurre i servizi, abbiamo scelto la prima strada». La stessa strada che è intenzionato a seguire anche l’assessore Ceccobao, dopo aver preso atto della richiesta di aumento: a meno di sorprese l’assessore darà l’ok della Regione. Nessuno, durante l’osservatorio, ha indicato le cifre in ballo, ma secondo le indiscrezioni di questi giorni il ricarico sarebbe di 2 euro a biglietto e di 8-9 euro a macchina, nel periodo di alta stagione.
Una stangata importante, considerato che le tariffe dell’ex compagnia pubblica erano ferme dal 2009. Nel giro di un anno insomma, secondo la ricostruzione di Toremar più o meno condivisa dalle istituzioni, lo scenario è cambiato drasticamente, e senza l’aumento delle tariffe la compagnia pubblica rischierebbe persino di fallire. Eppure gli aumenti, in questi giorni, hanno infiammato la protesta delle associazioni di categoria che, durante l’osservatorio, hanno rimarcato la necessità di non scaricare tutto il peso dell’aumento dei costi sulle tariffe e, di conseguenza, sui trasportati. Così, se il vicesindaco di Porto Azzurro Banfi ha chiesto alla compagnia di spingere maggiormente sulla riduzione dei costi, altri, come il sindaco di Marciana Marina Andrea Ciumei e Confcommercio, hanno chiesto di compensare l’aumento dei biglietti con agevolazioni destinate ai proprietari delle seconde case. L’Ad Achille Onorato ha fatto presente che, nell’ambito dei costi, il 34% è costituito dal personale, anche per il fatto che 54 lavoratori precari sono stati assunti a tempo indeterminato. Nel corso del tavolo è emersa persino l’idea di un carnet di biglietti scontati per i passeggeri abituali. Ipotesi per cui Toremar è disponibile a ragionare.
Al vaglio dell’assessore, dunque, ci sono alcune misure di mitigazione che tuttavia non cancellano le perplessità: in tanti hanno storto la bocca quando sono venuti a sapere degli aumenti della società che usufruisce della sovvenzione pubblica. «È un argomento che non sta in piedi – ribatte il presidente Montomoli – Toremar è una società privata che usufruisce della sovvenzione della Regione, peraltro ridotta di 1,5 milioni dal 2011, per effettuare dei servizi che altre compagnie non farebbero mai. Ditemi voi chi andrebbe a Capraia, Gorgona, Rio Marina d’inverno. Ridurre i costi? lo stiamo facendo e continueremo a farlo, ma ci vuole tempo quando, invece, l’Iva ci viene chiesta subito».
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