Primarie, Guerrieri l’avversario di Velo
Dopo giorni di polemiche il Pd scioglie i nodi. Candidati anche due giovani, la piombinese Brancaleone e l’elbano Ballini
PIOMBINO. È Luciano Guerrieri l’avversario di Silvia Velo alle primarie del Pd, con i giovani Valentina Brancaleone e Dario Ballini a completare il quartetto faticosamente messo insieme dal segretario Valerio Fabiani.
Un rinvio sull’altro, dopo la bocciatura alla richiesta di deroga di Gianni Anselmi e una clamorosa spaccatura in direzione, il segretario le ha provate tutte per riuscire a dare un senso alle primarie: tramontata sabato sera la candidatura del sindacalista Fiom Mirko Lami, che piaceva a molti “anselmiani”, è riemerso con forza (perché questa possibilità circolava da giorni) il nome del presidente dell’Autorità portuale, Luciano Guerrieri, il cui mandato scadrà a giugno e che dopo due mandati da sindaco e altrettanti alla guida dell’Authority, rappresenta un serio concorrente per Silvia Velo.
Così, messi insieme almeno per ora i cocci di uno scontro interno durissimo, ieri mattina la direzione ha votato all’unanimità la proposta dei quattro nomi fatta dal segretario. Che ieri pomeriggio ha presentato i candidati, spiegando che nella direzione della mattina «sono state ricomposte le criticità emerse negli ultimi giorni, che nessuno vuol negare. Avevamo promesso le primarie – ha proseguito Fabiani – e le primarie ci saranno. Abbiamo scelto candidati che rappresentano in modo unitario tutto il territorio, e che ci aiuteranno a ricostruire un rapporto più forte con i cittadini».
Rispetto al caso Anselmi (che ieri non ha partecipato alla direzione, spiegando in modo caustico su Facebook di chiudere i battenti fino al sette gennaio, «niente politica, che lascio a quelli bravi») il segretario ha sostenuto che «nel partito non c’è una spaccatura, ma forse un po’ di delusione e di amarezza per speranze disattese su cui siamo chiamati a lavorare». Fabiani però ha voluto rivendicare anche il fatto – messaggio chiaro ad Anselmi – che in questa situazione «abbiamo dimostrato di essere un partito. Dico pure che non mi sono piaciute le deroghe che ho visto concesse in Toscana dopo che all’unanimità era stato deciso il contrario, ma comunque resta il fatto che il Pd sarà ben rappresentato da chi vincerà le primarie».
Quindi la parola i candidati. Silvia Velo, che come parlamentare uscente avrebbe avuto diritto alla candidatura automatica alle primarie, ha spiegato di aver invece voluto «passare da un esame del partito. La mia esperienza romana è stata durissima sotto il governo Berlusconi. Credo di aver interpretato il ruolo che mi era stato assegnato, lavorando come parlamentare in senso stretto e anche come rappresentante della Val di Cornia».
Dario Ballini, 29 anni, elbano di Rio Marina dove per 5 anni è stato segretario del Pd, si dice «di area renziana». Da Ballini arriva una frecciata inattesa ai “renziani” piombinesi: «non mi è per niente piaciuta la presa di posizione nei confronti di Silvia Velo. Mi candido perché l’Elba ha tante criticità, su cui è bene tenere la luce accesa».
Valentina Brancaleone, 27enne piombinese, disoccupata, impegnata nel tessuto sociale e culturale, spiega di «voler partecipare per parlare del lavoro che non c’è, di integrazione e di pari opportunità. Credo che la politica sia il modo migliore per i giovani di farsi ascoltare».
Infine Guerrieri, che rientra nell’agone politico formalmente in punta di piedi: «In direzione ho sentito un dibattito vero e appassionante – ha detto – e sono convinto che questa competizione sarà fraterna quanto vera. Ma soprattutto che chiunque vincerà sarà sostenuto da tutti».
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