Il dolore
«È un errore il no ad Anselmi»
I renziani critici con le scelte della Federazione: ci voleva più coraggio
PIOMBINO. Martina Pietrelli, coordinatrice del comitato “Piombino per Matteo Renzi” commenta a caldo la scelta dei candidati del Pd. «Quando penso all’entusiasmo e alla spontaneità con la quale il nostro comitato è nato e ha sostenuto Matteo Renzi e alla freddezza e razionalità estrema dei meccanismi e degli equilibri interni al partito, nei quali siamo stati nostro malgrado coinvolti in questi ultimi 10 giorni, mi viene solo una cosa da dire: che avevamo ed abbiamo ragione a dire che la politica deve cambiare e siamo e non fosse la politica a cambiare noi».
«Qualcuno – prosegue Pietrelli – potrebbe obiettare: ma la politica è anche questo. Sì certo, quando si parla di nomi e di posti tutto si complica, ma c’è modo e modo di condurre la discussione. Magari, che ne so, mettendo a fianco dei nomi anche le idee. Sarebbe un bel modo di evitare personalismi e stemperare il clima».
Perché è stato deciso di non esprimere un candidato renziano? «Non avevamo né il tempo né la forza per proporre un candidato in grado di competere ad armi pari con gli altri. Allora dovevamo scegliere se mettere un candidato di bandiera magari per prendere il 20% - ma la bandierina renziana in Val di Cornia l’abbiamo già piantata il 2 dicembre con le primarie – oppure fare un discorso generale su quale fosse il candidato migliore tra i nomi in campo per fare il parlamentare della zona».
«In campo c’era o avrebbe voluto esserci il sindaco Anselmi. Abbiamo deciso di appoggiare la sua candidatura. Il segretario Fabiani ha votato contro la richiesta del sindaco, la segreteria regionale ha preso atto, la direzione nazionale anche, e la candidatura è tramontata».
Secondo la portavoce dei renziani «il no alla candidatura Anselmi, per quanto si tenti di ridimensionare il fatto con la storiella delle regole, è un errore politico dalle conseguenze pesanti e per certi versi imprevedibili. Non tanto perché Anselmi non si sia potuto candidare, ma per la posizione che ha assunto il segretario della Federazione, che ha scelto di non appoggiare la richiesta del sindaco senza confronto nel partito e provocando una mezza sollevazione popolare che ha visto il Pd in disaccordo, lasciando dirigenti e militanti scossi e provati».
Secondo i renziani la vera competizione è tra Silvia Velo e Luciano Guerrieri. «Il nostro giudizio, politico e non personale, su Velo è noto. Su Guerrieri massimo rispetto, ma vista la decisione netta nel dire no ad Anselmi, ci saremmo aspettati una candidatura un po’ più coraggiosa e fuori dagli schemi».
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