Il Tirreno

Primarie, decisioni ancora rinviate

Pd in pressing su Mirko Lami, l’unica candidatura per ora è quella di Silvia Velo

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PIOMBINO. Solo oggi, dopo una riunione della direzione che originariamente fissata per ieri mattina è stata spostata a stamani con una decisione presa venerdì a tarda sera, sarà sciolto il nodo delle primarie del Pd.

Ossia il nome o i nomi dei candidati che correranno con Silvia Velo. Perché trovarne di candidati, dopo la bocciatura di Gianni Anselmi, e le polemiche che ne sono seguite, non pare sia impresa facile.

Già ieri infatti il Pd avrebbe dovuto comunicare le candidature dopo la riunione di direzione. Poi invece venerdì intorno alle 23 un sms del segretario Valerio Fabiani ha avvisato i membri della direzione che la riunione era spostata appunto a oggi.

Insomma, evidentemente non si trovavano candidati disposti al sacrificio di partecipare a una competizione che i più a questo punto ritengono segnata in favore di Silvia Velo.

L’unica vera carta in mano al segretario per dare un senso alle primarie è quella di Mirko Lami, il sindacalista che il segretario nazionale Maurizio Landini ha appena nominato responsabile della siderurgia per la Fiom in ambito europeo.

La candidatura di Lami renderebbe credibili le primarie, perché Velo a quel punto si troverebbe di fronte un avversario vero, ma due giorni non sono bastati per sciogliere questo nodo: Lami non era ancora convinto, per l’impegno nel sindacato a cui candidandosi dovrebbe rinunciare, ma anche per i segnali intermittenti provenienti dal partito.

In questo quadro (in cui potrebbe spuntare alla fine anche il nome di un elbano) il segretario Fabiani anche ieri ha scelto di restare in silenzio lavorando con i suoi più stretti collaboratori, e convocando per oggi pomeriggio una conferenza stampa in cui spiegherà le decisioni prese.

Decisioni che toccheranno alla direzione di stamattina, visto che non essendoci ancora i candidati, ovviamente non sono state raccolte le firme necessarie alle candidature. Così i nomi verranno decisi dalla direzione con una maggioranza richiesta di due terzi.

Per ora restano in silenzio i renziani, che hanno confermato di non voler presentare un candidato, dopo la bocciatura di Anselmi, che continuano a considerare l’unica candidatura possibile. Ma a cui non sarebbe piaciuto il tentativo di coinvolgere in extremis qualcuno di loro per una candidatura di bandiera.ALTRI SERVIZI A PAG. 6 E 7

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