Il Tirreno

«Organico scarso, la nuova struttura così non funziona»

«Organico scarso, la nuova struttura così non funziona»

La Cisl contro l’Asl sulla gestione dell’ospedale di comunità Nel mirino il numero sottodimensionato di operatori

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PORTOFERRAIO. «L’ospedale di comunità così non può funzionare». È un duro attacco quello mosso dalla Cisl Funzione pubblica nei confronti dell’Asl, riguardo alla gestione della struttura territoriale da poco inaugurata all’interno dell’ospedale. «A distanza di due mesi dall’apertura assistiamo all’incapacità degli uffici a garantire ai lavoratori turni adeguati e rispetto dei diritti inalienabili, come le ferie – dicono dal sindacato – il numero esiguo degli operatori socio sanitari, infatti, non garantisce non solo la possibilità di prendere un giorno di ferie, ma nemmeno il diritto di ammalarsi, perché come manca un operatore dei cinque previsti, chi rimane deve raddoppiare il lavoro per coprire i turni di chi manca. Non si può nemmeno contare sull’aiuto di altre unità operative, tutte ormai con il personale all’osso. Questo è intollerabile».

Secondo la Cisl la riorganizzazione del servizio infermieristico territoriale avrebbe modificato pesantemente i servizi e la vita degli operatori. «Dopo aver diminuito il numero degli infermieri a psichiatria ci si è resi conto che non bastano a garantire servizi in sicurezza e da mesi non si è capaci di trovare altro personale da assegnare. Per affrontare i problemi dell’ospedale di comunità si è ridotto il numero degli infermieri dell’assistenza domiciliare. Le recenti uscite sulla stampa dell’accordo raggiunto tra l’assessore regionale Marroni e la conferenza dei sindaci, a noi pare non diano particolare risalto delle criticità del personale del comparto infermieristico e di supporto, in perenne affanno sui vari servizi a partire in primo luogo dalla medicina».

Il bilancio che il sindacato Cisl traccia sulla riorganizzazione dei servizi sanitari «appare a fine anno 2012 – dicono dal sindacato – davvero fallimentare, con una chiara incapacità dell'azienda e della direzione a proporre soluzioni efficaci per la gestione della sanità elbana. È sempre più urgente un deciso cambio di passo in modo tale da non scaricare le problematiche della sanità sui lavoratori e sui cittadini dell'isola».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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