Sicurezza
«Basta cemento, non segate il pino in piazza Torino»
MARINA DI CAMPO. «Salvate il soldato Pino». A urlarlo a squarciagola è un commerciante di Marina di Campo, Paolo Franceschetti, preoccupato per le sorti del pino che campeggia, da anni, al centro di...
MARINA DI CAMPO. «Salvate il soldato Pino». A urlarlo a squarciagola è un commerciante di Marina di Campo, Paolo Franceschetti, preoccupato per le sorti del pino che campeggia, da anni, al centro di piazza Torino. La stessa piazza per cui l’amministrazione comunale di Campo ha definito un progetto di riqualificazione: il problema sta nel fatto che il progetto della nuova piazza prevede il taglio del gigante verde, situato ad almeno dieci metri da qualsiasi edificio presente nell’area. «Vista la posizione in cui si trova il pino – spiega Paolo Franceschetti – è possibile intervenire tecnicamente per rendere le radici inoffensive; chiedo pertanto che almeno su quel pino sia applicato a livello sperimentale un approccio diverso dal taglio. Le radici dei pini possono essere domate». Secondo il commerciante rimuovere quell’albero sarebbe un grave errore. «Quel pino di piazza Torino è un bellissimo monumento arboreo – dice Franceschetti – dona dignità a quell’incrocio così anonimo e da triste periferia urbana . Su quell’angolo di strada di strade incombono due dei palazzi più stonati con il resto del paese, poco più avanti c’è il casermone di un hotel, costruito su una duna di sabbia. Quella stessa sabbia che oggi manca alla spiaggia, alla nostra economia, al nostro futuro. Prima di segare quel pino chiediamoci cosa, dove abbiamo edificato e perché siamo costretti a fare offerte last-minute e sconti per lavorare in uno dei golfi più belli del Tirreno».
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