Attenzione
Asa: «Completato il piano contro boro e arsenico»
A giorni in funzione altri due impianti per il trattamento dell’acqua Secondo l’azienda i dati degli inquinanti ora sono a norma della direttiva Ue
PIOMBINO. Dopo la realizzazione dell'impianto per il trattamento dell'arsenico di Suvereto, a gennaio 2012, e di quello di Franciana a febbraio 2012, nelle acque potabili della Val di Cornia e dell'Elba, il parametro dell’arsenico è al di sotto dei ristretti limiti indicati dall’Unione europea. Lo afferma una nota dell’Asa che ricorda anche che in questi giorni entrano in servizio due ulteriori impianti per il trattamento del boro. «È stata così rispettata anche per questo parametro – spiegano dall’Asa – la scadenza della deroga concessa dalla Ue per il periodo 2003-2012 che prevedeva un valore limite di 3 ppm, rispetto al valore di 5 ppm presente precedentemente. In questi giorni il valore massimo di boro si sta così stabilizzando su valori inferiore a 1 ppm, limite previsto dalla Ue a partire dal 2013».
«L'operazione che ha portato a questo risultato – dicono ancora dall’Asa – non è stata né semplice, né di poco costo.Tutte le attività di progettazione, ottenimento di numerose autorizzazioni, l'esproprio di aree, le gare d'appalto e la realizzazione delle opere, sono state sviluppate in un tempo inferiore a due anni. È da considerare inoltre che l'impianto per l'arsenico ha dimensioni uniche in Europa (260 litri al secondo) mentre i due impianti del boro sono unici al mondo per l'utilizzo sulle acque di falda della tecnologia a resine selettive specifiche per il boro, e soprattutto unici per le dimensioni: 350 litri al secondo a Franciana e 90 litri al secondo a Coltie».
I due impianti che saranno ufficialmente inaugurati a gennaio, consentono un valore del parametro boro in uscita dal trattamento pari a un ventesimo del valore minimo di legge, spiegano ancora dall’azienda, e la tecnologia utilizzata non comporta perdite significative di acqua per il trattamento. Gli impianti per l'arsenico sono a circuito chiuso, senza perdita di acqua, mentre quelli per il boro hanno un rilascio per il trattamento dell'1,7% dell'acqua in ingresso. Analoghi impianti ad osmosi posso perdere il 30-40%. Tutto il sistema risulta telecontrollato in ogni fase e in ogni misura. I parametri di boro nelle varie fasi vengono rilevati in tempo reale.
«Oltre al cuore vero e proprio del sistema, rappresentato dagli impianti – aggiungono dall’Asa – si è dovuti intervenire sull'acquedotto con condotte che concentrano le acque dei campi pozzi ai trattamenti e che poi le portano alla distribuzione, una volta trattate. Complessivamente sono stati stesi oltre 40 chilometri di condotte. Per consentire il funzionamento dell’acquedotto è stato potenziato il sistema di pompaggio di Macchia Alta e realizzato un nuovo sollevamento in via degli Affitti. È in corso di realizzazione un serbatoio da 2.000 metri cubi a Franciana, con relativo doppio impianto di sollevamento che consentirà una gestione affidabile del sistema nei periodi di punta del turismo».
Oltre alle opere realizzate in Val di Cornia l’Asa è intervenuta anche all'Isola d'Elba al fine di renderla sempre più autonoma dal punto di vista idrico. «Sono stati realizzati nel 2012 tredici nuovi pozzi, un impianto per l'abbattimento di ferro e solfati, a Mola, ed è in corso di realizzazione un impianto di dissalazione dell’acqua di mare da 30 litri al secondo per fronteggiare le punte estive».
Complessivamente per l'accordo di programma tra Regione, Provincia, Ato 5, Comuni e Asa la spesa è stata di circa 20 milioni.
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