Sicurezza
Primarie, il Pd si spacca sul no ad Anselmi
Dura polemica interna, appello dell’assessore Giuliani: «Errore madornale, occorre rimediare»
PIOMBINO. E’ stato un venerdì di passione quello del Pd, dopo la bocciatura della richiesta di deroga presentata dal sindaco Gianni Anselmi.
Una giornata rabbiosa più che nervosa, preceduta da una riunione della direzione, giovedì sera, in cui sono volati gli stracci. Anselmi si è trovato contro la volontà del partito espressa dal segretario Valerio Fabiani, fermo nel ribadire l’impossibilità di deroghe. Così che quando ieri è emerso che in Toscana in realtà le deroghe saranno 53, è riesplosa la polemica su Facebook, dove oltre alla protesta di militanti del pd e del centrosinistra, sono partite proposte di petizioni in extremis in favore della candidatura di Anselmi.
In questo clima, dopo avere dribblato le richieste dei giornalisti di fare chiarezza sui nomi dei partecipanti alle primarie, a metà pomeriggio il segretario Fabiani ha fatto sapere che non avrebbe rilasciato dichiarazioni.
Il suo silenzio ha contribuito ad aumentare voci e indiscrezioni, sui possibili candidati da affiancare all’unico nome certo, quello dell’onorevole SIlvia Velo. Con i renziani che dopo aver confermato il loro sostegno ad Anselmi, hanno ribadito di non volersi candidare per non restare stritolati in una competizione dai toni così aspri, sono circolati con insistenza i nomi dell’assessore Massimo Giuliani, del sindacalista Fiom Mirko Lami (su cui ci sarebbe stato un pressing fino a tarda sera da parte di importanti dirigenti del Pd), fino a quello dello stesso segretario di Federazione. Voci non corroborate da conferme ufficiali, in attesa dell’annuncio sulle candidature, che avverrà oggi.
Ma tutto ha continuato comunque a ruotare intorno al nome di Anselmi, fino a un appello lanciato su Fb in tarda serata dall’assessore Giuliani il quale, appreso «che la linea “ufficiale” di respingere tutte le deroghe a livello regionale è fallita» ha chiesto «che a tutti i livelli ci si mobiliti per rimediare a quello che evidentemente porterebbe a una situazione di incomprensione con i cittadini di Piombino e del territorio della Val di Cornia. Si può sbagliare tutti ma si può sempre rimediare per ristabilire il giusto ordine delle cose. Non possiamo, con un solo grosso madornale errore – scrive ancora Giuliani – rinunciare alla possibilità di non avere la più grande risorsa del territorio a Roma a continuare l'opera intrapresa come sindaco, e al tempo stesso perdere consensi politici. E quello che è più grave aprire una ferita difficilmente rimarginabile tra i cittadini e la politica». (cloz)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
