Il dolore
Lucchini, Piero Nardi è il commissario
L’azienda porta i libri in tribunale e chiede l’amministrazione straordinaria. Nomina del governo a tempi da record
PIOMBINO. È Piero Nardi, manager con un consistente passato prima nell’industria siderurgia di stato, il commissario straordinario nominato a tarda sera con decreto del governo per la Lucchini. Ieri mattina l’azienda aveva consegnato i libri contabili al Tribunale di Livorno e chiesto l’apertura delle procedure di amministrazione straordinaria ai sensi della legge Marzano. La comunicazione è stata data ai sindacati dall’ad Francesco Chindemi, che avrebbe precisato che la richiesta è stata presentata non perché l’azienda si trovi al momento in stato di insolvenza, quanto perché i costi della produzione fanno prevedere un possibile default finanziario nei prossimo mesi.
Nelle stesse ore il presidente del Cda, Giuliano Mari, ha personalmente presentato la richiesta dell’amministrazione straordinaria al sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti. La nomina del commissario è arrivata a tempi da record, come promesso.
Piero Nardi, laureato in economia, ha alle spalle una lunga carriera manageriale. È stato ispettore dell’Iri prima di passare all’Ansaldo, quindi alla Finmeccanica e poi all’Ilva ( con l’incarico di direttore generale), all’Olivetti e alla Cementir. Nel 1997 fu chiamato a prendere le redini del Gruppo Lucchini, cedute dallo stesso Luigi Lucchini, dove è rimasto fino al 2003.
Soddisfatto della nomina del commissario il sindaco Anselmi, che ringrazia della tempestività il sottosegretario De Vincenti. «Nardi è un uomo che viene dalla siderurgia di stato e che conosce la Lucchini. Era importante che la nomina avvenisse in tempi stretti per non far incrociare questa vicenda con la fase elettorale, altrimenti la Lucchini rischiava di entrare in gravi difficoltà finanziarie».
«Si apre così una fase nuova che va nel senso che ho sempre auspicato – sostiene il sindaco – e che dovrà proseguire, con il nuovo governo, con un progetto industriale sostenibile che possa contare su un acquirente solido. Importante è ora salvaguardare le piccole aziende e gli artigiani dell’indotto. Spero di incontrare Nardi al più presto, anche durante queste vacanze di Natale se necessario. Lavoreremo insieme alle forze sociali per dare una prospettiva alla Lucchini».
Il commissario ha ora sei mesi di tempo per predisporre il piano industriale ed individuare un acquirente.«Le lotte dei lavoratori e le iniziative delle istituzioni – commenta il segretario della Fiom Luciano Gabrielli – hanno costretto Il Cda a compiere il passo indietro auspicato. È chiaro che il commissario non è una soluzione, ma si apre una pagina nuova». E già si delinea qualche problema, poiché molte imprese dell’indotto dicono di non essere in grado di pagare le tredicesime. «La prima cosa che chiederemo – aggiunge Gabrielli – è quella di rispettare i pagamenti delle imprese».
«Continueremo a chiedere garanzie sul futuro industriale – commenta il segretario della Uilm Vincenzo Renda – e in particolar modo sull’occupazione, a cominciare dalla conferma dei contratti a tempo determinato in scadenza».
«Per la Lucchini si chiude una pagina e se ne apre un’altra con tutti gli interrogativi del caso – dice il segretario della Uilm Fausto Fagioli– Vediamo se con l’aiuto del governo riusciamo uscire dal pantano. Con questo Cda era impossibile salvare l’azienda».
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