Il Tirreno

La plastica invade Baratti

PIOMBINO. Rami, bombolette spray, bottiglie di ogni tipo. Perfino una sedia di plastica, di quelle che di solito si vedono nelle sale d’attesa. E ancora, scatolette vuote. Lungo la spiaggia di...

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PIOMBINO. Rami, bombolette spray, bottiglie di ogni tipo. Perfino una sedia di plastica, di quelle che di solito si vedono nelle sale d’attesa. E ancora, scatolette vuote. Lungo la spiaggia di Baratti il mare ha riversato un po’ di tutto e purtroppo un servizio per la pulizia invernale delle spiagge non esiste.

«Esistono dei passaggi di Asiu in concomitanza con ricorrenze particolari – spiega l’assessore all’ambiente Marco Chiarei – per esempio in occasione dei ponti primaverili», cioè quando si sa da tradizione che le persone colgono l’opportunità del primo sole per una passeggiata sulla spiaggia. In più, aggiunge Chiarei, esistono solo pulizie straordinarie in alcuni punti topici, quelli appunto più frequentati, o al limite le iniziative delle associazioni, che in molte occasioni si sono organizzate in maniera spontanea per andare a ripulire aree, come appunto la spiaggia, che i naturali eventi meteo avevano particolarmente danneggiato o sporcato.

Va da sé che finché si parla di materiali organici – rami, legni o alghe – né l’invasione, né la prospettiva del ritorno in mare fanno troppo effetto: è la natura che – più o meno – segue un proprio ciclo. Diverso il discorso per la plastica o per le bombolette spray. L’incuria dell’uomo le ha fatte finire in mare e al mare ritorneranno – con scarso vantaggio ecologico – se l’uomo non provvederà a rimuoverle.

«Certo che sarebbe meglio togliere qualsiasi tipo di rifiuto – prosegue Chiarei – ma tutto ciò ovviamente ha un costo, e con quelli attuali non riusciamo a farci rientrare pure questo impegno». Asiu concorda. «Le pulizie – spiega attraverso il portavoce Giuseppe Tabani – sono commisurate alla condizioni atmosferiche. Si può pulire una spiaggia per riaverla nelle stesse condizioni alla mareggiata successiva. In questo modo, si rischia solo di vanificare risorse economiche». L’unica possibilità, dunque, resta quella dell’iniziativa privata. Le associazioni. «L’auspicio è che possano muoversi loro – spiega Chiarei – Ogni iniziativa è senz’altro la benvenuta. Altrimenti, altro non possiamo fare se non affidarci al calendario di passaggi predisposto con Asiu. È quanto ci permettono le risorse a disposizione».

Melisanda Massei Autunnali

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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