Il Tirreno

Ecco il centro per curare le tartarughe

di Cecilia Cecchi
Ecco il centro per curare le tartarughe

Ok del ministero al progetto dell’Istituto di biologia marina e dell’università di Pisa, si cercano fondi per le vasche

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PIOMBINO. Centro di recupero per le tartarughe marine tra piazza Bovio, Salivoli e porto. È appena arrivato l'ok del ministero e il responsabile scientifico del progetto, Roberto Bedini, vuol stringere i tempi.

Perché di questo tipo d’intervento Bedini se ne occupa, in realtà, già dal 1979 - insieme all’università di Pisa - anche se non "ufficialmente": «Da anni – dice – in stretto contatto con Pierre Melanie, responsabile di veterinaria dell'università di Pisa e col veterinario Alessandro Lera, curiamo questi animali in modo gratuito. Era il momento di stabilire qui il centro di recupero per questa parte di costa della Toscana. Vista pure la posizione strategica che l'Istituto di biologia e ecologia marina di Piombino occupa lungo le coste del Tirreno – aggiunge Bedini, che dell’Istituto è direttore – Siamo davanti all'isola d'Elba e al centro dell'arcipelago toscano, insomma un luogo di passaggio di numerose specie di animali, quali cetacei e tartarughe marine. Situazione dimostrata – sottolinea – anche dai numerosi casi di ritrovamento di tartarughe marine spiaggiate o in difficoltà, talvolta ferite da ami o avvolte da lenze. Si è deciso così , in seguito alla stipula di una convenzione con la facoltà di veterinaria dell'università di Pisa, di istituire un centro di recupero in base alle "linee guida per il recupero, soccorso affidamento e gestione delle tartarughe marine ai fini della riabilitazione e per la manipolazione e rilascio a scopi scientifici" indicate dalla direzione generale per la protezione della natura e mare del ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare».

A fine novembre 2011 la proposta dell'Istituto al ministero, ora l'autorizzazione. Quali saranno i prossimi passi?

«Vorremmo avviare il centro di recupero entro la prossima estate – risponde Bedini – quando ricominceranno i ritrovamenti. Ora bisogna trovare i fondi per realizzare le vasche. Perché strutture e personale sono al completo».

«C'è già – spiega – un’ubicazione strategica pure delle vasche ... ci è stata messa a disposizione un'area al porto turistico marina di Salivoli e da anni usufruiamo di locali in capitaneria di porto a Piombino. Le attrezzature tecnologiche veterinarie mobili per l'allestimento dell'ambulatorio – sottolinea – sono messe a disposizione dalla facoltà di veterinaria dell'università di Pisa».

Della partita l'azienda Asl 6 di Livorno, che permetterà al nascente centro di continuare a usare le sale operatorie del servizio veterinario.

«A disposizione – conferma Bedini – ci saranno tre diversi tipi di vasche di trattamento con acqua pompata dal mare, si tratta di un sistema a circuito aperto, dai tremila fino a 15mila litri, sempre in zone non accessibili al pubblico, come stabilito dal ministero, perché per i casi più gravi è necessario ridurre al minimo le fonti di stress».

«Tante le garanzie che abbiamo assicurato – conclude – anche per vasche d’accoglienza, come la stabilizzazione termica dell'acqua fino alla reimmissione in mare». Insomma in qualunque punto di questo tratto di costa cittadini, pescatori o forze dell’ordine trovino tartarughe nei guai, l’accoglienza e la loro cura si svolgerà a Piombino.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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