Sicurezza
Confermato il no per Anselmi, solo Velo candidata
Quello della parlamentare è per ora l’unico nome in campo Renziani out, movimenti in extremis per trovare lo sfidante
PIOMBINO. A poche ore dalla chiusura dei termini per presentare le candidature alle primarie del Pd (lo stop stasera alle 20) per la federazione Val di Cornia-Elba c’è un solo nome certo in campo: Silvia Velo. Il resto si consuma in un gioco estenuante di rimandi, mezze dichiarazioni, nomi che spuntano e che vengono bruciati pochi attimi dopo, movimenti più o meno sotterranei ma che per ora non vengono alla luce.
Silenzi incrociati. E poi una sorta di psicodramma che vede protagonisti da una parte il sindaco Gianni Anselmi e dall’altro il segretario della federazione Valerio Fabiani.
Il sindaco, che aveva chiesto la deroga per correre alla primarie, si è visto tagliare fuori a causa del parere negativo espresso dai segretari di federazione della Toscana, che hanno detto no a tutte le richieste di deroga avanzate da sindaci e presidenti di Provincia della nostra regione. Parere confermato ieri sera a Roma nella riunione dei segretari regionali del Pd con la commissione elettorale nazionale del partito. Non l’ha presa bene Anselmi, questo è certo. Soprattutto per l’atteggiamento tenuto dal partito a livello locale. Per tutta la giornata di ieri si è dibattuto fra esternare il suo pensiero e tacere in attesa che il quadro si chiarisse. Poi ha deciso di tacere e non commentare, per il secondo giorno di fila dopo la sua “bocciatura”.
Anche Fabiani, ieri, ha prima annunciato un suo intervento sul “caso Anselmi”, poi ha accantonato l’idea in attesa che il primo a parlare fosse il sindaco. Infine in serata ha diffuso una nota in cui ribadisce che la scelta di non accogliere le richieste di deroga dei sindaci toscani è stata una posizione unanime di tutti i segretari di federazione nel rispetto delle regole che il partito si è dato. «Noi non manderemo i Comuni al voto anticipato – dice Fabiani – non interromperemo il lavoro che i nostri amministratori stanno facendo soltanto per consentire a sindaci e presidenti di Provincia di potersi candidare al Parlamento». E poi, riferendosi al caso Anselmi, il segretario Pd sottolinea come il no alle deroghe sia stata «una scelta politica che vale per tutti; non è un giudizio sui singoli a partire dal sindaco di Piombino il cui valore non è messo in discussione».
Velo c’è. È l’unica certezza, per ora. Silvia Velo sarà ai blocchi di partenza delle primarie il 30 prossimo. «Come parlamentare uscente – dice – sono candidata di fatto e non ho bisogno nemmeno di raccogliere le firme. Mi mette un po’ a disagio questa autocandidatura, perciò da tempo ho avviato un confronto all’interno del partito in modo che la mia candidatura passi anche da un giudizio del Pd locale sul mio operato».
Silvia Velo liquida con un «non mi importa» il pesante giudizio negativo espresso su di lei, ieri, dai renziani piombinesi. Più articolata, invece, la replica di Valerio Fabiani. «Al Comitato Renzi dico che ci vuole rispetto delle persone. Il giudizio dato su Silvia Velo non è politico, ma offensivo. Il giudizio politico su Silvia lo danno il partito e i cittadini con il voto. Se il problema del Comitato Renzi è di sentirsi rappresentato, possono candidarsi, come gli è stato richiesto dal partito».
I ranziani, invece, ribadiscono che non presenteranno candidati alle primarie locali.
Nomi bruciati. Un gruppo di elettori e militanti Pd di Suvereto, ieri, ha inviato alla stampa la proposta di candidare alle primarie il sindaco Giampaolo Pioli che essendo primo cittadino di un comune al di sotto dei 5.000 abitanti non avrebbe bisogno della deroga. Pioli, preso alla sprovvista, si è affrettato a chiamarsi fuori. «Non se ne parla nemmeno – dice il sindaco suveretano – Sono grato per la stima e la considerazione, ma ritengo che il no alla deroga per i sindaci in carica vada applicato a tutti i sindaci, me compreso. Chi è eletto dai cittadini deve completare l’incarico».
Altro nome papabile per le primarie, circolato in questi giorni negli ambienti politici piombinesi, era quello di Luciano Guerrieri, presidente dell’Autorità portuale. Eventuale candidatura che però non ha trovato conferme e che sembra già tramontata.
Ultime ore. Che Silvia Velo avrà un concorrente, forse anche solo di facciata, è dato per certo. Fra i movimenti di cui si parla in città ci sarebbe soprattutto quello che vede alcuni militanti “anselmiani” al lavoro per mettere in campo una candidatura alternativa alla parlamentare uscente. E l’outsider potrebbe anche arrivare all’ultimo momento dall’Elba.
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