Sicurezza
Comune unico, il voto slitta al 23 giugno
Il ministero sgancia il referendum dall’election day. Orsini: «Avremo più tempo per la campagna»
PORTOFERRAIO. Niente election day per l’isola d’Elba. Il voto del referendum per il Comune unico non avverrà assieme alle elezioni politiche e alle amministrative di Rio Marina, in programma il prossimo 24 febbraio. La scelta - l’ufficialità è attesa oggi - è stata assunta dal ministero dell’Interno di concerto con la Regione. Il referendum consultivo slitta, assieme alle altre otto situazioni toscane in cui è stata proposta la fusione tra più comuni, al prossimo 23 giugno. In pratica il comitato per il Comune unico avrà quattro mesi in più per convincere gli elettori elbani ad archiviare l’esperienza delle otto amministrazioni comunali per unirsi in un unico ente. Il no all’accorpamento del referendum nell’election day del 24 febbraio è dettata principalmente da motivi tecnici. «I problemi sollevati in questi giorni che hanno investito le date del decreto regionale e della consultazione non c’entrano – fa sapere il responsabile del comitato per il Comune unico, Gabriele Orsini – in realtà sono sorti dei problemi tecnici che il ministro ha preferito scongiurare». Al voto per il referendum, ad esempio, possono partecipare anche gli stranieri residenti sul territorio elbano da più di cinque anni, esclusi dalle politiche. Il voto incrociato, insomma, avrebbe potuto generare un po’ di confusione.
Lo slittamento della data del referendum, dal punto di vista del comitato, ha dei lati positivi e altri negativi. «Avremo più tempo per organizzare la nostra campagna elettorale – commenta Orsini – e per far capire agli elbani tutti i vantaggi della fusione in un unico Comune. Ma è chiaro che andare alle urne in contemporanea con le politiche avrebbe comportato, quasi certamente, un’affluenza maggiore di elettori. Questo è un peccato».
In questi giorni il balletto delle date del referendum sono state al centro di polemiche tra i sostenitori del Comune unico e quelli del fronte del no che hanno messo in discussione la validità dello stesso referendum e il rispetto dei termini previsti dalla legge regionale. Non sono mancati i Comuni, Porto Azzurro, Marciana Marina e Marciana, che in consiglio comunale hanno deliberato un documento per verificare la validità del percorso conseguito dal comitato. «Magari potevano aspettare la data – si limita a commentare Orsini – ancora una volta si sono rifiutati di scendere nel merito dei contenuti, come stiamo facendo noi».
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