Il Tirreno

Proteste e sfottò in forma di auguri

Proteste e sfottò in forma di auguri

Dopo i “panettoni” di cemento come fumetti, messaggi su alberi e rotonde

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SAN VINCENZO. «Il sindaco Renzi augura buone feste ai sanvincenzini». È uno dei due biglietti natalizi – molti sono stati strappati da ignoti – che si possono leggere ancora appesi ai rami del grande albero di Natale sul marciapiede di corso Italia, tra piazza Martelli e la zona blu. Il biglietto, a guisa di sfottò, si riferisce alla vittoria che il sindaco di Firenze ha ottenuto a San Vincenzo – unico Comune in Val di Cornia – nelle recenti primarie del centrosinistra. L’altro biglietto appeso all’albero ha toni ben più seri: «Non si vive pagando più del 50% di tasse».

Un messaggio chiaro contro l’altissima pressione fiscale dell’ultimo anno in Italia, che ha messo a terra non solo produttività e lavoro, ma anche molte famiglie. Sopra una faccia della base quadrata dell’albero, si può leggere un altro messaggio della stessa stregua: «Lavoro, equità fiscale, no vitalizi, politici onesti…».

L’attuale periodo natalizio, a San Vincenzo, pare propizio – oltre agli auguri – per le azioni simboliche e le forme d’arte clandestine, sempre farcite d’ironia e di chiari messaggi di protesta verso l’amministrazione locale. Dopo i “panettoni” di cemento colorati da ignoti - trasformati in una sorta di personaggi da fumetto che sembrano uscire dalla terra ferita dal troppo cemento - tutt’intorno alla grande rotonda vicina al cimitero e al sottopasso Sales, sono apparse strane segnaletiche (fogli attaccati ad un sostegno fatto da due legni incrociati). «E dai non mi rifare», «Ma siamo funzionali!», «Non mi smantellare», «Io mi piaccio come sono!»: tutti messaggi accompagnati da una stessa faccina triste, e tutti firmati “La Rotonda”. Sono stati molti i sanvincenzini a fermarsi per leggere il contenuto di questa bizzarra segnaletica, che prende di mira una certa tendenza locale a costruire e manutenere quasi ossessivamente le rotonde con le aiuole.

Nel caso dei “panettoni” di cemento firmati dallo sconosciuto “Red Skull” (Cranio Rosso), che a San Vincenzo sono varie decine e sparsi, sono pure stati oggetto di un abbellimento: adesso, si vedono meglio anche di sera. Non si sa se gli autori di queste diverse forme d’arte clandestine siano gli stessi, ma è certo che ai sanvincenzini piacciono molto.

Paolo Federighi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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