Il Tirreno

L’Imu mette gli albergatori in ginocchio

di Stefano Taglione
L’Imu mette gli albergatori in ginocchio

Molti operatori non sono riusciti a pagare il saldo della seconda rata e hanno rinviato il conto al prossimo anno

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PORTOFERRAIO. Mille e cinquecento euro a camera. È quanto ha pesato l’Imu sul bilancio dei soci dell’associazione albergatori elbana, che ha denunciato le gravi difficoltà incontrate dagli associati per pagare l’imposta municipale unica introdotta dal governo Monti, i cui termini per il saldo della seconda rata sono scaduti ieri. Secondo i proprietari degli hotel il rincaro generato dalla nuova tassa rispetto alla vecchia Ici ammonterebbe al 60%, con alcuni albergatori che hanno pagato in tutto ben 200mila euro. Una parte degli imprenditori locali si è vista costretta a chiudere i rubinetti, decidendo di tentare di saldare il conto dell’Imu fra un anno, con una sanzione del 3%.

Questi balzelli, uniti alle difficoltà economiche derivanti dalla crisi del comparto turistico, stanno costringendo quattro aziende elbane alla chiusura, le stesse che rischiavano di chiudere i battenti prima dell’estate. Lo annuncia il presidente dell’associazione albergatori elbana, Massimo De Ferrari. «Bisogna sperare che le banche sostengano queste imprese in attesa di una ripresa di tutto il settore – afferma De Ferrari –. Personalmente mi auguro che queste aziende in difficoltà si arricchiscano tramite l’ingresso di nuovi soci che possano portare liquidità». La maggior parte delle strutture ricettive invece sopravvivono, ma pochissime – secondo De Ferrari - si possono permettere di investire soldi, anche solo per sostituire i vecchi arredi. «Attualmente ciò che viene pagato per l’Imu viene sottratto alle spese per il restyling dei locali – spiega il presidente dell’associazione albergatori – con la conseguenza che i nostri hotel risultano sempre più vecchi. Soffriamo un enorme gap con le regioni a statuto speciale, come il Trentino Alto Adige, dove le tasse sono più basse ed eque e gli albergatori sopravvivono senza problemi».

Oltre all’imposta municipale unica, sui bilanci delle strutture ricettive elbane pesa tantissimo la tassa sui rifiuti. «Sfiora i 1.500 euro a camera – rivela De Ferrari – anche se per alcuni alberghi scende fino a 200. Il totale da pagare dipende molto dalla tipologia dell’hotel, ma in nessun caso l’enormità di quest’imposta è giustificata». I conti degli hotel sono poi gravati dal calo delle presenze turistiche, sceso del 12% rispetto all’anno scorso. «La sopravvivenza del settore turistico dipende da quanti stranieri riusciremo ad attrarre nei prossimi anni – conclude De Ferrari – visto che se va bene solo nei prossimi tre anni riusciremo a ripianare le perdite derivanti dalla diminuzione degli arrivi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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