Sicurezza
«Preoccupati per le condizioni nel carcere»
Il sindaco chiede un incontro al direttore Sanna dopo la visita con il vescovo Carlo Ciattini
PORTO AZZURRO. Un incontro urgente con il direttore Paolo Sanna per fare il punto sulle condizioni del carcere di Porto Azzurro. È l’impegno che si è preso il sindaco Luca Simoni, al termine della visita nella struttura carceraria che si è tenuta giovedì. Il primo cittadino, con il vicesindaco Angelo Banfi, ha accompagnato a Forte San Giacomo il vescovo Carlo Ciattini e il parroco di Porto Azzurro don Yarek, che hanno celebrato la Santa Messa davanti ai detenuti dell’istituto penitenziario, le cui condizioni sono al centro da tempo degli allarmi lanciati a più livelli dai sindacati degli agenti di polizia penitenziaria e, più in generale, da parte di chi frequenta la struttura di Porto Azzurro. Struttura che, fino a poco tempo fa, era indicata come un carcere modello per le condizioni di vita garantite ai detenuti e per la validità dei percorsi di riabilitazione.
Si è trattato della prima visita ufficiale a cui ha preso parte il sindaco Luca Simoni all’interno del penitenziario. «In realtà la preoccupazione per il peggioramento delle condizioni a Forte San Giacomo era forte già prima che fossi eletto sindaco – commenta Simoni – la visita è stata breve, ma ciò che mi ha subito colpito è la sovrabbondanza di detenuti. Ormai sono tra i 400 e i 500, in pratica le celle singole sono diventate una rarità all’interno dell’istituto. Capisco che il problema delle carceri riguardi un po’ tutti gli istituti nazionali, ma il mio impegno consiste nell’incontrare quanto prima il direttore per capire davvero come si possa risolvere il disagio dei detenuti, elevando a livello nazionale il caso del penitenziario elbano».
Il vescovo Ciattini ha celebrato messa in uno dei corridoi dell’istituto, con i detenuti che hanno potuto ascoltare dalle celle. Durante la cerimonia è stato letto anche un brano del Corano, per venire incontro alle esigenze dei tanti detenuti extracomunitari.
«Non abbiamo avuto il tempo di approfondire i problemi della struttura – spiega Simoni – la fase che sta vivendo Forte San Giacomo è delicata e purtroppo non possimao sapere quando, in questi casi, la scintilla può scoccare. Quel che è certo è che solo grazie al lavoro e alla professionalità degli agenti e del personale in forza al carcere la situazione riesce, nonostante le difficoltà, ad essere gestita.
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