Il Tirreno

Energia con sole e biogas per le aziende e i cittadini

di Francesca Lenzi

Un progetto sostenibile e potenzialmente vantaggioso promosso da Asiu ed Enea che ipotizzano la realizzazione dell’impianto nell’area dei sottoprodotti Lucchini

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PIOMBINO. Un progetto ecosostenibile, eticamente valido, potenzialmente vantaggioso, che guarda a un futuro di riconversione economica della città. È questa la carta d’identità del piano sul solare termodinamico, “Solaretrusca.net”, lanciato da Asiu già nell’edizione 2011 del festival dell’economica ecologica Quanto Basta.

Progetto, portato avanti insieme ad Enea (agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, con sede legale a Roma), incaricata di realizzarne lo studio di fattibilità. Dalla teoria sembra finalmente avviarsi adesso un processo di concretizzazione dell’idea. Ieri, infatti, Asiu ha presentato il progetto alle associazioni di categoria e alle aziende locali (una ventina, specializzate in impianti e meccanica industriale) che si sono dichiarate interessate all’ipotesi. Lo studio realizzato da Enea si basa sulla tecnologia innovativa denominata Filiera Tr.e.bio.s. (Trigenerazione con energie rinnovabili: biomasse e solare termodinamico) che prevede la costruzione di impianti poligenerativi modulari di piccola e media taglia per applicazioni multifunzione. Queste strutture sono alimentate da fonte solare concentrata, integrata con energia termica prodotta da combustibili rinnovabili (biomassa, biogas ecc.), con accumulo termico a sali fusi di tipo stratificante diretto.

Quali sono i vantaggi a livello pratico del sistema proposto da Enea? «Non usa oli minerali e sintetici – spiega Enrico Barberese, direttore generale Asiu – Inoltre il mercato prevede su queste tecnologie un alto valore di incentivi, oltre al beneficio di potere legare ad altri tipi di energia, senza dimenticare come il piano si allacci all’argomento bonifiche. Siamo di fronte a vantaggi sia tecnologici che politico/etici, all’interno di un progetto nel quale Asiu si propone quale promotore per attivare uno slancio a favore delle aziende locali, sino a coinvolgere il singolo cittadino». Si parla per il Solaretrusca.net di concetto di “azionariato sociale”, per una produttività dell’impianto da poter condividere con il cittadino attraverso forme di associazione e investimento. Dalla teoria alla pratica, il primo passo prevede la costruzione di un impianto pilota da 1 megawatt (Mw), una sorta di sperimentazione di un percorso che dovrebbe poi confluire, con le stesse modalità ma in scala maggiore, con un impianto più grande. Lo studio di Enea ipotizza una potenzialità modulare da 1 a 40 MGW elettrici.

Per capire la portata dell’investimento, la centrale da un megawatt, con bio-etanolo, sfiora i 40 milioni, mentre una da 20 Mw si aggira sui 500 milioni, con tuttavia 160 milioni di ricavi in un anno, secondo un’ottimizzazione dovuta agli effetti delle economie di scala (rientro in 4-5 anni). L’area su cui si ipotizza possa essere realizzato l’impianto è ad oggi inutilizzata o sottoutilizzata da Lucchini come deposito di sottoprodotti e rifiuti di produzione dell’acciaio. La tecnologia Tr.e.bio.s. in sostanza considera cinque punti di forza nella propria concezione: il recupero, con bonifica, delle aree Sin inutilizzate; valorizzazione dello scarto agricolo locale e di boschivo della Parchi Val di Cornia e Colline metallifere; produzione incentivata nel lungo periodo (25 anni), produzione di etanolo e dissalazione acqua; componente occupazionale, 20/30 posti di gestione per l’impianto pilota, 150 (ma 700 per la fase di costruzione) per quello più grande, oltre all’indotto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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