Italia
Camerini-show al Metro regala “Aglien” ai suoi fans
Applausi e risate per il nuovo film-parodia dell’artista piombinese
PIOMBINO. Nella sala buia, in mezzo al pubblico, si fa strada un astronauta. Con tanto di casco e tuta bianca, tiene in mano una torcia per farsi strada e, contemporaneamente, illuminare i volti dei presenti.
A metà platea centrale si sofferma, facendo luce sul viso di una signora, che sorride imbarazzata, nascondendosi la faccia. È la nonna dell’astronauta. O meglio, di quel tizio che fa finta di essere un astronauta.
È la sua serata questa. La serata che lo vede protagonista, in qualità di creatore, sceneggiatore, regista, scenografo e montatore di un film che già dal titolo dice tutto: “Aglien”. La “g” nel mezzo alla parola non è un errore ortografico, ma la firma autentica di un’opera che gioca sull’equivoco e sulla farsa per omaggiare uno dei maggiori capolavori di fantascienza della settima arte. Andrea Camerini, disegnatore, cartoonista, autore radiofonico e televisivo, e tanto altro ancora, ha voluto regalare alla sua Piombino la presentazione in sala della parodia della pellicola anno 1979 targata Ridley Scott, con tanto di episodio finale in anteprima.
È il teatro Metropolitan lo scenario che ha accolto mercoledì la proiezione di “Aglien”; quel grande salone che, nei ricordi del Camerini bambino, è l’essenza stessa dell’universo “cinema”. L’inizio è per le 21. Pian piano il Metro si riempie: giovani e meno giovani, amici e conoscenti, o piombinesi incuriositi di vedere, dopo il recente e dibattuto “Acciaio”, ancora una volta la propria città su grande schermo.
Già perché “Aglien”, non si vede, ma è ambientato proprio a Piombino. O meglio, il racconto prevede un’atmosfera spaziale, ma il set è stato realizzato qui. A Baratti. Sotto lo scantinato del ristorante di famiglia, “Demos”. «Per me essere qui con “Aglien” è come un battesimo, e allo stesso tempo un tributo dovuto». Così si era espresso qualche giorno fa Andrea Camerini, rispondendo alla domanda “Perché hai scelto Piombino per la prima del film?”.
Mercoledì sera al Metropolitan sono oltre 300 gli spettatori di “Aglien”. Mentre i minuti passano, il clima è già interprete di un evento sui generis. Quando entrano nel cinema, le persone, prima di arrivare alla sala, si fermano davanti all’angolo che mette in mostra oggetti e materiale di scena del film: un mostro alto due metri, l’astronave in miniatura fatta di bicchierini e vasetti di yogurt, uova aliene e manichini in lattice.
Uno scorcio e poi via, dentro la platea, o in alto, in galleria, per vederlo questo strano “Aglien” (o rivederlo, per i visitatori del sito, aglien.com). In attesa della proiezione la gente vive già l’atmosfera leggera e divertente della serata, tanto che verso le 21,10, con la luce ancora alta in sala, qualcuno azzarda una frase che sa di invito a cominciare: «Glielo dici ad Andrea che tanto più di così non si riempie!?». E quando pochi istanti dopo, scende davvero il buio in platea, gli spettatori si scatenano assecondando il senso di ironia del film: «Maschera, toccano!».
Alla vista del misterioso astronauta poi giù applausi e complimenti, con tanto di un virile vocione rivolto al cosmonauta: «Come sei bello!». Andrea Camerini, sale, dopo un inciampo (vero o costruito, poco importa) sugli scalini, sul palco, per salutare il pubblico: «Sono contento di vedervi così numerosi – esordisce il 39enne autore e vignettista – Nelle mie previsioni avevo pensato a un numero di spettatori compresi tra il concerto di Apicella e la conferenza stampa di Emilio Fede, quindi m’è andata stra-bene».
In scena con lui, tre attori di “Aglien”: Marco Conte (nel ruolo di Ashell), convinto a partecipare «grazie alla bontà del riso nero del Demos», Leonardo Fiaschi (Lambert) con parrucca lunga, «Ho già firmato sette autografi come Enzo Paolo Turchi», Claudio Marmugi (Hazzon) e Massimiliano Galligani (Kane),«Grazie a questo film ho venduto la punto!».
Dopo i saluti, il film vero e proprio, montato per una versione da sala di 66 minuti, anticipato da inserti pubblicitari e trailer in linea con una serata tutta da ridere. Sullo schermo l’Alien di Scott rivive in salsa comica nel set costruito, con materiale di recupero e tanta creatività, dal Camerini, nello scantinato di Baratti.
In sala risate, divertimento e largo consenso alla parodia “Aglien” che già nei titoli di testa, e di coda, riporta la geniale comicità dell’opera firmata Grezzofilm, distribuita da Colorado Film. «Siamo una banda di amici che si diverte male – dice Camerini al termine della proiezione – Grazie a Piombino e al Metropolitan e a tutti quelli che hanno contribuito alla causa di un film fatto con due lire e tanta volontà. Siete stati tutti grandissimi. Ci si vede a Hollywood o a Stagno, ciao!».
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