Gioco
«I fossi riempiono le spiagge di sporco e noi paghiamo»
Gli operatori turistici attaccano Comune e Bonifica dopo i ripetuti sversamenti sull’arenile sanvincenzino
SAN VINCENZO. I fossi di San Vincenzo continuano ad essere al centro delle polemiche anche a ridosso della stagione invernale. Molte volte l’argomento è già approdato alla ribalta, specie durante l’estate appena trascorsa, allorché, a seguito di alcuni acquazzoni, i liquami maleodoranti provenienti da alcuni fossi, sono finiti sulle spiagge e in mare, specie nel caso dei fossi Renaione e delle Prigioni, in alcune occasioni con presenze di batteri fecali ben superiori al limite consentito e conseguenti divieti di balneazione.
Adesso, dopo i recenti nubifragi, ammassi di detriti e sporcizia si sono riversati sulla spiaggia e in mare dai fossi sanvincenzini, sia nelle spiagge libere che in quelle in concessione agli stabilimenti balneari, sia nel centro urbano che nella zona della Conchiglia. A denunciare il fatto e a lanciare dure critiche contro l’amministrazione comunale e contro gli enti che operano per conto di essa, sono gli albergatori appartenenti all’Associazione operatori turistici e commercianti, nata da poco meno di un anno e che conta fra i suoi iscritti circa 50 strutture turistico-alberghiere sanvincenzine e oltre 30 esercizi commerciali.
«Vogliamo porre l’attenzione – spiegano Mirna Maggeschi e Mirko Lachi, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’associazione – sul problema della scarsa pulizia dei fossi. Ci chiediamo se sia giusto continuare a pagare la tassa per la pulizia dei fossi al Consorzio di bonifica, quando ogni volta che si verifica una pioggia di intensità superiore alla media, i fossi riversano sugli arenili di San Vincenzo una quantità enorme di detriti d’ogni sorta: alberi, piante, canne, pezzi di plastica, tubi di ferro, materiale edile, e altro ancora. Soprattutto – proseguono Lachi e Maggeschi – ci chiediamo se sia giusto pagare una tassa per la pulizia dei fossi (che si presuppone siano puliti) quando poi bisogna pagare anche la pulizia degli arenili al consorzio Sabbia Etrusca e la tassa per lo smaltimento dei detriti ad Asiu? Per quanto riguarda, poi, gli arenili in concessione, oltre al danno c’è la beffa: ogni concessionario deve anche pulire a proprie spese la propria area in concessione dai detriti portati dai fossi».
L’associazione conclude affermando l’intollerabilità del pagamento di una tassa senza che ad essa corrisponda un servizio appropriato. «A un pagamento – dicono gli albergatori – deve corrispondere un servizio, altrimenti il pagare, oltre a essere già difficoltoso per ogni impresa e ogni cittadino in un periodo come questo, è assolutamente inutile».
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