Il dolore
«Demanio, tassa da cancellare»
Un emendamento di Tortolini ed altri per abrogare l’imposta regionale sulle concessioni dell’Ap
PIOMBINO. Vale circa un milione di euro la tassa che la Regione chiede di incassare dalle imprese titolari di una concessione rilasciata nell’ambito di competenza dell’Autorità portuale per gli anni che vanno dal 2007 ad oggi. Una gabella che i consiglieri regionali del Pd Matteo Tortolini, Vittorio Bugli, Marco Ruggeri e Loris Rossetti chiedono di cancellare, non solo per il porto di Piombino ma anche per quelli di Livorno e di Carrara, a partire dalla prossima legge finanziaria.
La Toscana e le Marche sono infatti le uniche Regioni in Italia che chiedono di applicare un’ulteriore tassa, nel nostro caso del 15%, sui canoni che già le imprese versano alle Autorità portuali per le aree affidate in concessione. Nei porti toscani di interesse nazionali è stata introdotta nel 1995, aprendo subito una serie di contenziosi. Per alcuni anni la Regione non ha riscosso la tassa, ma ora, per evitare prescrizioni, chiede alle imprese di saldare gli arretrati di 5 anni.
Le concessioni rilasciate dall’Ap riguardano le imprese più disparate. Si va dalle grandi aziende (Lucchini, Enel e in misura minore Magona), fino al piccolo chiosco realizzato in area portuale. Quasi tutte le imprese portuali hanno aree in concessione e sono soggette alla tassa anche gli esercizi commerciali ospitati all’interno della stazione marittima e lo stabilimento balneare del Quagliodromo, che rientra nel perimetro dell’area portuale.
«Nella fase di preparazione della legge finanziaria – spiega Matteo Tortolini – era stato addirittura previsto di elevare la tassa al 60%. Con l’emendamento che abbiamo presentato chiediamo addirittura di cancellarla. Sono certo che questa proposta troverà l’attenzione da parte di tutti, a cominciare dalla commissione che sta vagliando la legge finanziaria». La commissione si riunirà venerdì prossimo e martedì della prossima settimana è prevista l’approvazione in consiglio regionale.
Tortolini e gli altri hanno già saggiato le disponibilità della maggioranza e sono fiduciosi che la tassa possa essere abrogata. «Si tratta di trovare ora nelle pieghe del bilancio – sostiene il consigliere piombinese – la necessaria copertura finanziaria. Togliere un’imposta di questi tempi non è semplice, tuttavia crediamo che questa sia l’unica strada per raccogliere il disagio e le difficoltà di un settore economico rilevante per la Piombino e in generale per la costa toscana».
C’è un problema, quello degli arretrati richiesti alle imprese. «Non possiamo certo intervenire sulle notifiche e sui ricorsi che riguardano il passato chiarisce ancora Tortolini – su cui comunque auspichiamo dove possibile intese, poiché la legge non può avere effetti retroattivi. Certo che se l’emendamento sarà approvato, potremo stabilire un quadro di chiarezza sul presente e sul futuro, sgombrando il campo da una imposizione fiscale discutibile per tante aziende che operano in regime di concessione demaniale rilasciata dall’Autorità portuale».
Le concessioni rilasciate hanno un valore di circa un milione di euro all’anno, sui quali la tassa pesa complessivamente per ulteriori 150mila euro sulle imprese. Ingenti gli arretrati richiesti, che restano comunque un problema da risolvere. (g.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
