Il Tirreno

Turismo, Suvereto punta sul distretto termale

di Cecilia Cecchi

Allo studio del Comune il progetto per realizzare una spa a Bagnarello Il sindaco: «Le attività di benessere possono dare una nuova spinta»

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SUVERETO. Un distretto termale che elevi l'offerta-benessere della Val di Cornia. Senza scalzare chi - del settore - si occupa da tempo. Questa l’idea del sindaco di Suvereto che crede (e molto) nel progetto di una simile spa nell'area suveretana di Bagnarello; «già il nome è significativo» sorride Giampaolo Pioli. Dà l'occasione di tornare a parlarne l'inaugurazione delle “terme di Sassetta”, per l'ambientazione naturale e particolarità della struttura (il pavimento della piscina interna è riscaldato dal passaggio sottostante dell’acqua calda e non c'è bisogno di cercare ispirazioni dal nord europa oggi, lo facevano già i romani d’età imperiale); per altro nell’azienda biodinamica “la Cerreta”. Perché anche la spa che dovrebbe sorgere a Suvereto si ripromette un inserimento non d'impatto.

«Sempre lo studio – ricorda Pioli – su Bagnarello, dove ci sono i resti di un’antica cava di marmo, tra Suvereto e Forni, nato dopo che un sondaggio della proprietà aveva individuato qui acqua termale a più di 40 gradi, come quella di Sassetta. Seguirono domande anche al ministero ed andò tutto bene finché l’operazione non venne bloccata dalla Regione: eravano nella fase di passaggio di poteri ai Comuni». Poi il ricorso al Tar. «E il Tribunale regionale – conferma Pioli – ha dato ragione alla società di Cerreto Guidi. Il procedimento è proseguito nel rispetto delle regole». Se n’è discusso di nuovo in consiglio (a fine ottobre) su sollecito di Uniti per Suvereto. «Avremo modo di parlarne anche coi cittadini» assicura Pioli.

L’argomento è “scottante” soprattutto per gli imprenditori della “vicina” Venturina. «Il timore – spiega Pioli – è che si metta in pericolo la disponbilità dell'acqua termale e che il turismo ne risenta». Ma c’è il piano strutturale della Val di Cornia che ammette la possibilità di nuove attività ricreative termali. «Non si vogliono grandi alberghi – dice Pioli – dove ci sono già agriturismi. Molto dipenderà dalla variante urbanistica che noi affronteremo confrontandoci con Campiglia».

Necessario, per Pioli, uno studio geologico «per capire – assicura – se l’apertura delle nuove terme danneggerebbe quelle di Venturina... se così fosse non se ne parlerebbe più. Però, per noi, è importante dar credito a chi è pronto a investire in nuove attività compatibili coi modelli di sviluppo. Lo abbiamo già dimostrato – sottolinea – con la centrale a biogas che è stata respinta. Una struttura di relax termale sarebbe invece valida. Ma la questione – ripete – l’ affronteremo con Campiglia senza attriti, per mantenere gli equilibri già raggiunti in settori come quello scolastico».

«L'attività termale è in crisi solo nelle “grandi cattedrali” come Montecatini – commenta – I complessi per benessere o relax non sono affatto in crisi. Sul piano del mercato bisogna guardare le cose in prospettiva, pur riconoscendo a Venturina il carattere prioritario. Se la Val di Cornia avesse un distretto termale che si agganciasse a Sassetta e Suvereto, sono convinto che si riuscirebbe a dare nuova spinta all’accoglienza. Il successo sta già nella locuzione spa, salus per aquam o sanitas per aquam in latino significa salute per mezzo dell'acqua, intesa come stazione termale o in generale azienda che opera per il benessere, il relax e la cura del corpo, una nuova chiave di lettura per i nostri territori. Stiamo lavorando – conclude – per trovare un accordo comune».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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