Il Tirreno

L’addio di Monti scuote l’isola, elezioni più vicine a Rio Marina

di Luca Centini
L’addio di Monti scuote l’isola, elezioni più vicine a Rio Marina

Con un sì all’election day probabile il voto a febbraio: al vento un mese pieno di campagna elettorale Anche il referendum per il Comune unico può essere anticipato, il comitato dovrà accelerare i tempi

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PORTOFERRAIO. La spallata di Berlusconi rischia di far vibrare anche l’Elba. Il motivo? Le dimissioni annunciate del premier Monti, che si farà da parte dopo l’approvazione della legge di stabilità, anticiperanno le elezioni politiche al mese di febbraio.

E l’effetto a catena, dettato dalla necessità di risparmio e dall’opportunità di riunire tutte le consultazioni elettorali in un’unica data, potrebbe coinvolgere l’Elba su due fronti: le amministrative di Rio Marina e il Comune unico.

Nulla è ancora deciso, ma il rischio di evaporazione di almeno un mese di campagna elettorale c’è. E il caos, tra tempi stretti e poco margine per presentare liste e proposte, è davvero dietro l’angolo.

Lo scenario. Mario Monti si è rifiutato di cuocere a fuoco lento dopo che Berlsuconi e il Pdl lo hanno sfiduciato, indicando una data di scadenza sul governo dei professori. Dopo la legge di stabilità, a meno di nuovi colpi di scena, il premier si farà da parte e, dopo aver sciolto le Camere, il presidente della Repubblica Napolitano indicherà la data delle elezioni. Le alternative sembrano essere i due fine settimana del 17-18 febbraio o del 24-25 febbraio. Resta da capire se le elezioni anticipate coinvolgeranno, in una sorta di effetto domino anche le amministrative per i Comuni commissariati (tra cui Rio Marina) e il referendum per il Comune unico.

«In Italia i periodi per poter votare sono quello tra marzo e giugno o in alternativa tra settembre e novembre – precisa il viceprefetto Giovanni Daveti – solo su richiesta del presidente della Repubblica si può andare alle urne in periodi diversi. Sui comuni come Rio Marina sarà quindi il capo dello Stato a decidere se procedere all’accorpamento in un unico “election day”». Il discorso cambia per quanto riguarda il Comune unico, il cui referendum è stato richiesto sulla base di una legge regionale di iniziativa popolare. In questo caso è il presidente della Regione Enrico Rossi a dover scegliere la data, sebbene - fin da subito - gli stessi promotori del comitato pro Comune unico hanno indicato quella delle politiche come data naturale per il referendum. Anche in questo caso l’accorpamento in un unico election day pare un’ipotesi più che probabile.

Corsa accelerata. È chiaro che votare a febbraio cambierebbe - non poco - le carte in tavola sul fronte del Comune unico. Il comitato avrebbe poco più di due mesi per far capire ai cittadini elbani le ragioni del Sì e tutti i dettagli del progetto ancora da rifinire. Uno svantaggio, forse, solo parzialmente attutito dalla decisione del comitato guidato da Orsini di far partire la corsa verso il referendum con leggero anticipo sulla tabella di marcia, con il convegno di venerdì scorso che, di fatto, ha aperto le danze. Non sarà semplice però coinvolgere i partiti politici, finora fuori dalla contesa, nella campagna referendaria. La riduzione dei tempi d’altro canto potrebbe assestare un colpo duro al fronte del no ancora non organizzato in modo definito.

Stop ai tatticismi. Rio Marina non può che seguire con attenzione l’evolversi della vicenda politica nazionale.

Andare alle urne a febbraio imporrebbe un’accelerazione della campagna elettorale ancora in fase embrionale. Nel comune attualmente guidato dal commissario straordinario Girolamo Bonfissuto, dopo la prematura fine dell’esperienza di Paola Mancuso, al momento, solo il comitato “Noi, oltre la politica” si è fatto avanti pur senza aver indicato il candidato sindaco. Gli altri partiti, a partire dal Pd fino all’Udc e al Pdl, non sono ancora usciti allo scoperto. Ma se Monti farà ciò che ha annunciato la tattica dovrà per forza cambiare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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