Finanza
Aids, meno casi però più rischi
Meno casi, meno attenzione, ma più rischi. La chiave di lettura dell’Aids, a trent’anni dalla scoperta del virus Hiv, è questa anche per la Toscana, che viene definita regione sostanzialmente stabile,...
Meno casi, meno attenzione, ma più rischi. La chiave di lettura dell’Aids, a trent’anni dalla scoperta del virus Hiv, è questa anche per la Toscana, che viene definita regione sostanzialmente stabile, anche se diversificata fra i vari centri di riferimento.
Prima preoccupazione: un sieropositivo su 4 non sa di esserlo, quindi porte aperte alle possibilità di contagio. A seguire: il numero degli uomini colpiti oggi è il triplo a confronto delle donne, rispetto al doppio del 2001. Il punto debole è dunque l’insufficiente informazione, per cui il 78% delle infezioni avviene per rapporti sessuali non protetti. Chi decide di sottoporsi al test è per il 25% legato alla comparsa di disturbi che possono far pensare alla malattia, il 15% per comportamento sessuale a rischio ed il 10% per rapporti non sicuri. Sempre più in crescita, inoltre, è il contagio fra eterosessuali, in calo fra gli omosessuali. Si va dunque verso un pericoloso calo di tensione ed è per questo che l’informazione deve essere potenziata. In tal senso si è mosso il premio giornalistico “Riccardo Tomassetti”,giunto alla quinta edizione, dedicato al suo impegno nella divulgazione di queste problematiche( informazione e salute next generation, con il sostegno di Pfizer). Sono risultati vincitori Viola Rita e Veronica Nicosia.
Negli ultimi anni, grazie anche al positivo impatto delle nuove terapie che hanno decisamente migliorato la prognosi, è passato un messaggio sbagliato: di aids non si muore più. Ora si deve rispondere: non è sufficiente, perché se non curata per bene ed in tempo, la malattia va incontro negli anni ad un percorso di cronicizzazione con tutte le sue ripercussioni, anche gravi, sullo stato di salute dell’organismo. Dire dunque, non si muore più, è solo nascondersi dietro il dito. Una vittoria di Pirro, anche e soprattutto pericolosa, per il singolo e la collettivita’.
Gian Ugo Berti
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