Sicurezza
Imposta di sbarco, il dietrofront del sindaco Ciumei
Strappo per il no alle tariffe parificate per chi già paga l’Imu «Legge fraintesa, allora meglio la tassa di soggiorno»
PORTOFERRAIO. «Applicherò la tassa di soggiorno». Una decisione legittima per un sindaco. Ma se la scelta viene presa dal primo cittadino che, all’Elba, aveva spinto più di tutti gli altri per istituire la tassa di sbarco, alternativa proprio all’imposta di soggiorno, allora il discorso cambia. Il dietrofront è del sindaco di Marciana Marina, Andrea Ciumei, in rotta di collisione con i colleghi sull’applicazione dell’imposta che dovrebbe divenire operativa nel 2013, dopo che lo scorso anno i tempi stretti e la mancanza di accordo tra tutti i sindaci ne avevano imposto il rinvio. Lo scontro che di fatto pone Ciumei contro il resto dei sindaci è legato all’interpretazione dell’emendamento presentato dal deputato Pdl Di Virgilio poi convertito in legge: secondo il sindaco di Marciana Marina i proprietari delle seconde case sul territorio elbano, che quindi già contribuiscono pagando l’Imu, dovrebbero non solo essere esentati dal pagare l’imposta di sbarco, misura condivisa anche dai colleghi, ma dovrebbero poter usufruire di tariffe dei traghetti parificate a quelle dei residenti. «Il regolamento lo dice chiaramente – spiega Ciumei – in questo modo sono tutelati i diritti di chi è proprietario di un bene sulla nostra isola e che verrebbe così incentivato a venire con regolarità all’Elba. Il turismo ne gioverebbe». La posizione di Ciumei non ha cancellato i dubbi dei colleghi circa le possibilità di applicare tariffe parificate. «Ricordo – sottolinea Giovanni Fratini, assessore al bilancio del Comune di Rio nell’Elba – che le compagnie private non hanno l’obbligo di applicare tariffe agevolate e Toremar è sottoposta invece a un contratto di servizio che non prevede questo tipo di applicazione».
Opinioni diverse, quindi, che hanno portato alla rottura. «Entro dieci giorni devo portare in consiglio lo schema di bilancio – aggiunge Ciumei – se la legge viene accettata così com’è sarò costretto ad applicare la tassa di soggiorno, garantendo col gettito la quota parte di Marciana Marina per sostenere la gestione associata del turismo, e tenendo il resto per riqualificare turismo e cultura del comune». La rottura fa impressione, soprattutto se si tiene conto di quanto diceva solo un anno fa Ciumei, che non esitò a definire l’imposta di soggiorno «sbagliata e ingiusta».
Il paradosso, quindi, è che nel 2013 potremmo trovarci in una situazione in cui sette comuni elbani applicheranno la tassa di sbarco e l’amministrazione del suo più convinto sostenitore potrebbe a sorpresa introdurre l’imposta di soggiorno. E intanto non si sono ancora sciolti tutti i dubbi su come il gettito della tassa di sbarco sarà distribuito. L’idea lanciata da Peria di utilizzare il gettito per calmierare le tariffe dei traghetti in bassa stagione non sembra aver convinto i colleghi. L’idea prevalente consiste invece nel suddividere il gettito in un 50% destinato a sostenere l’aeroporto e la gestione associata del turismo, il restante 50% ai Comuni per progetti destinati a progetti di riqualificazione turistica.
Luca Centini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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