Sicurezza
Accordi con le banche sulle tredicesime
Confindustria sigla convenzioni per consentire alle imprese di affrontare le scadenze della fine dell’anno
PIOMBINO. Accordi con le banche per consentire l’erogazione delle tredicesime - che molti lavoratori hanno già impegnate in anticipo tra Imu, mutui e il resto - nelle imprese dell’indotto siderurgico in difficoltà gravi. Perchè il fatturato scaduto è nell’ordine di qualche milione, anche se si è assottigliato rispetto a tempo fa.
Mentre la Lucchini conferma che pagherà regolarmente il mese doppio e non rilascia commenti sui tempi di liquidazioni ulteriori alle ditte, i sindacati vogliono un incontro. E intanto Confindustria spiega le sue azioni.
Lo fa con Silvia Civalleri, responsabile dell’area Finanziamenti e crediti dell’associazione imprenditoriale.
«L’indotto è in gravissime difficoltà. Stiamo lavorando per favorire la sostenibilità economica di questa fine d’anno in cui, al pagamento delle tredicesime, si aggiungono contributi, imposte e tasse», afferma la dirigente di Confindustria.
Nella pratica, sono state formalizzate sei convenzioni con altrettanti istituti di credito per assicurare tipologie di finanziamento aggiuntive, destinate ad assicurare le spettanze dei dipendenti. Per ciascuno verrebbe garantita la copertura di una cifra massima. L’azienda, a sua volta, è chiamata a produrre una dichiarazione di iscrizione a Confindustria in cui quantifica il numero dei propri lavoratori. La parola finale spetterà, come sempre, alle banche che valuteranno l’erogazione in base al rating assegnato all’impresa richiedente.
Un secondo ramo d’intervento riguarda le altre scadenze di fine anno. Imposte, tasse e contributi. «Alcune banche si sono rese disponibili ad estendere la possibilità di finanziamenti aggiuntivi per coprire anche queste necessità», prosegue Civalleri. Che tiene da ultimo l’elemento, forse, più innovativo, contenuto in un accordo con l’Istituto di Credito cooperativo d Castagneto Carducci. «Questa intesa permette di evitare il cappio degli anticipi sulle fatture che finisce con la segnalazione delle imprese nella centrale dei rischi della Banca d’Italia, con quel che significa in termini di credibilità», afferma ancora Civalleri.
In pratica, viene assegnato un finanziamento pari allo scaduto, con restituzione rateizzata in tre anni.
«Come sempre, tutto sarà esaminato nella fase istruttoria compiuta dall’istituto che si riserva di assegnare o meno l’importo. E su questo non possiamo, ovviamente intervenire», chiude la dirigente di Confindustria.
Il rating è il rating.
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