Attenzione
La Tares spaventa negozianti e Cna
Chiesto un incontro urgente a tutti i sindaci della zona Murzi: «I rifiuti non c’entrano, costo invariato per i cittadini»
PIOMBINO. La Tares, che dal prossimo manderà in pensione la Tia (tassa d’igiene urbana), gravando di ulteriori 30-40 centesimi il metro quadro sui proprietari di abitazioni, negozi e laboratori artigianali, mette in allarme Cna, Confesercenti e Confcommercio, che ieri hanno inviato una richiesta di incontro urgente a tutti i sindaci della Val di Cornia, sostenendo che l’applicazione delle nuova tassa sta creando «preoccupazione e sgomento» tra gli operatori economici, già impegnati a fronteggiare una gravissima crisi.
Ma che cosa è la Tares? Ad introdurla è stato il cosiddetto decreto “Salva Italia”, affidandole la funzione di coprire i costi del servizio di gestione dei rifiuti e quelli dei servizi indivisibili dei Comuni. «Non ci sarà un aumento delle tariffe per quanto concerne il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti – chiarisce dunque il presidente dell’Asiu Fulvio Murzi, che mi sono impegnato a non aumentare e che non aumenteranno. I 30-40 centesimo in più andranno infatti ai Comuni per coprire i costi dei servizi indivisibili». Quali sono dunque i costi indivisibili? Tutti quelli che di fatto il Comune eroga a titolo non individuale, dall’illuminazione pubblica ai servizi anagrafici, dalla polizia urbana all’ufficio tecnico. Costi che erano coperti con i trasferimenti dello Stato e che ora dovranno essere sostenuti dagli enti locali con gli incrementi di cassa della nuova Tares. Per i Comuni è una via obbligata: se non applicheranno la tassa, lo stesso importo sarà comunque scalato dai trasferimenti statali.
La Tares ingloberà dunque la Tia, ma il costo in più costituirà di fatto una nuova tassa per i cittadini, che per quanto riguarda i Comuni della Val di Cornia non ha niente a che fare con i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.
Il decreto legge prevede che siano i Comuni a riscuotere la quota dell’intera Tares, che poi dovrebbero restituire alle aziende che gestiscono il servizio rifiuti gli importi relativi alla vecchia Tia. Ovviamente tutto questo comporterebbe una un raddoppio delle strutture di fatturazione e riscossione che potrebbe addirittura annullare i vantaggi dell’applicazione della Tares. In discussione in Parlamento c’è dunque un emendamento per consentire alle aziende di riscuotere direttamente la propria parte.(g.p.)
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