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LA TRAMA

Siamo nel Principato di Piombino, nel 1500. È finita la vendemmia e i lavoratori festeggiano l’evento. L’unico a restare taciturno è il fattore Rocco, che rimugina sulla sfortuna che lo perseguita....

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Siamo nel Principato di Piombino, nel 1500. È finita la vendemmia e i lavoratori festeggiano l’evento. L’unico a restare taciturno è il fattore Rocco, che rimugina sulla sfortuna che lo perseguita. Il fratello, al contrario fortunatissimo, gli regala Bettina, la guardiana di tacchini. Quella che sembra una beffa è in realtà una buona stella: la donna infatti è una mascotte, un portafortuna inestimabile. Inizia così “La Mascotte”, opera buffa in tre atti di Edmond Audran, rappresentata la prima volta a Parigi nel 1880. A scoprirla, digitando un giorno in rete la parola “Piombino”, Niccolò Tognarini. Perché Audran ha ambientato la storia proprio a Piombino? Nessuno lo sa, ma alcune fonti parlano di un avo dell’autore al seguito del principe Felice Baciocchi, sposo di Elisa Bonaparte.

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