Il Tirreno

I cantanti allo sbaraglio emozionano il pubblico

I cantanti allo sbaraglio emozionano il pubblico

Quattro anni di lavoro appassionato, uno per mettere in piedi lo spettacolo e sulla scena si compone il magico puzzle dei tanti dilettanti tutti della zona

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PIOMBINO. Finiti per caso vicini di posto, alla rappresentazione de “La Mascotte”, uno spettatore di Scansano e una donna di Piombino. «Mia moglie suona il clarinetto – dice l’uomo – Anche mio figlio suona. Tra qualche mese farà un’esibizione da solista. Chissà cosa proverò; mia moglie sono abituata a vederla, ma lui no». «Io invece sono qui perché sul palcoscenico c’è anche il mio responsabile – replica la donna – Nella vita fa il medico e nella storia interpreta anche la parte di un dottore. Buffo, vero? Dell’opera mi ha raccontato tutto, ed ero curiosa di vederla». Il teatro è anche il pubblico che, insieme agli interpreti, crea un tutt’uno di emotiva rappresentazione.

Gli spettatori in sala, gli attori sul palcoscenico, in una sorta di alchimia magica. Quando il sipario infine si chiude, stavolta dietro le quinte, va in scena un altro spettacolo, fatto di stanchezza e soddisfazione, tensione che si scioglie e sorrisi e abbracci.

Il primo a parlare è Maurizio Canovaro, regista e attore, interprete nell’opera di Audran nel ruolo del principe Lorenzo XVII: «Bene. È stata una bellissima prova generale, se consideriamo che una prova generale in definitiva non l’abbiamo mai fatta – spiega Canovaro – Scherzi a parte ha funzionato tutto. Un anno intero di lavoro, un miriade di parti di puzzle che stasera si sono riunite al posto giusto. Siamo davvero contenti. Io cantante? Poteva andare meglio non fossi arrivato sul palco sgolato per le prove fatte. Diciamo che sono un baritono buffo, canticchio più che cantare, ma va bene lo stesso».

A mostrare un talento canoro sorprendente è Francesca Palla, che nella parte di Fiammetta ha strappato applausi. «Il teatro lo faccio da quando avevo 14 anni – afferma l’attrice del Teatro dell’Aglio – Se escludiamo i gorgheggi sotto la doccia questa era la prima volta che cantavo sul palcoscenico. Com’è stato? Bellissimo, ci si prende gusto e ora studierò per migliorare, anche se un precedente ce l’ho, a 5 anni avevo vinto le selezioni per lo Zecchino d’Oro».

Giovanissima, con la custodia del violino sotto braccio, anche Alice Lazzeri è stata protagonista de La Mascotte. Era nell’orchestra dello spettacolo la 17enne venturinese, studente del liceo linguistico Carducci.«Suono il violino da 7 anni – dice Alice – I miei genitori avevano dei dubbi, ma poi hanno visto la passione che ho e si sono ricreduti. Concerti in giro ne ho già fatti, ma l’opera mai, è stata la mia prima volta. Cosa provo quando suono? Sto bene, non farei altro».

Francesca Lenzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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