Con la Tares in arrivo bollette più salate
Insieme alla tariffa dei rifiuti da gennaio pagheremo anche l’illuminazione pubblica e altri servizi collettivi
PIOMBINO. Arriva la Tares. Con l’anno nuovo pagheremo dai trenta ai quaranta centesimi per metro quadro in base alle misure catastali aggiornate.
I piombinesi non si sottrarranno al nuovo tributo introdotto dal decreto Salva Italia varato nell’ottobre scorso dal governo e pronto a scattare dal primo gennaio prossimo. Stavolta, però, soffriranno un po’ meno (hanno già dato) rispetto agli abitanti delle città in cui la Tarsu non è stata ancora sostituita dalla Tia.
Non è il caso dei Comuni della Val di Cornia dove la tassa d’igiene ambientale copre già per intero il costo del servizio di smaltimento dei rifiuti.
Dove la vecchia Tarsu è ancora in vigore, si procederà all’adeguamento tariffario a cui si sommeranno quei trenta o quaranta centesimi (con bollette da supersalasso soprattutto per le attività produttive) che non hanno niente a che fare con lo smaltimento dei rifiuti. Il presidente dell’Asiu, Fulvio Murzi, tiene a sottolinearlo.
«Il nuovo tributo – spiega - è composto da due elementi: allo smaltimento si sommano i costi per la copertura dei cosiddetti servizi indivisibili, come l’illuminazione pubblica e lo spazzamento delle strade».
A ottobre si attendeva il regolamento attuativo che avrebbe dovuto chiarire tutti gli aspetti legati all’applicazione, che si preannuncia abbatstanza farraginosa. Non è arrivato e quindi per calcolare gli importi, si farà riferimento ad una quota variabile - si partirà dalle tariffe Tia - più la quota fissa per i servizi, stabilita in 30 centesimi a metro quadro, dando la possibilità ai Comuni di portarla fino a quaranta.
In Val di Cornia non è stata ancora presa una decisione sugli importi. Sono da stabilire anche le modalità di riscossione: bolletta unica oppure smembrata, una inviata da Asiu e l’altra dalle amministrazioni locali per gli importi relativi alle due componenti distinte?
Riunioni tra Comuni e Asiu ce ne sono state e altre ce ne saranno. Difficile, però, adeguarsi alla nuova normativa fin da gennaio prossimo, nonostante il governo escluda deroghe.
«Sia chiaro che, salvo imprevisti dell’ultima ora, Asiu non tocca le tariffe. L’aggravio non ci riguarda», ribadisce Murzi. Sottolineando anche che i Comuni dovranno procedere giocoforza. Perchè le entrate previste con il nuovo balzello corrisponderanno pari pari ad una diminuzione di trasferimenti dallo Stato.
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