Il Tirreno

Cambio di provincia, il percorso è avviato

Cambio di provincia, il percorso è avviato

In Comune la petizione con 4.776 firme: la parola al consiglio, poi servirà una legge dello Stato

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PIOMBINO. Le hanno consegnate ieri mattina all’ufficio protocollo del Comune. Riunite in una cartella rossa ecco le 4776 firme di cittadini, raccolte da altri cittadini in una paio di settimane, per avviare il percorso che dovrebbe portare Piombino a far parte della futura provincia di Grosseto-Siena.

Ad accogliere a Palazzo comunale i rappresentanti del comitato “Piombino in provincia di Grosseto” c’era il sindaco Gianni Anselmi, primo firmatario della petizione popolare promossa secondo la norma prevista nello Statuto comunale. «Voglio ringraziare questi cittadini – dice il sindaco – che si sono messi a servizio di un progetto; questo è un comitato “per” e non “contro” come invece molte vicende recenti ne hanno prodotti». L’impegno del comitato, comunque, non si esaurisce qui. «La consegna – spiegano – doveva essere fatta per avviare l’iter, ma abbiamo deciso di proseguire la raccolta per avvalorare con altre adesioni il senso della nostra richiesta. Invitiamo chi non ha ancora firmato a venire a sostenerci ai banchini e alle altre iniziative che realizzeremo a breve». Poi l’invito ai cittadini degli altri comuni della Val di Cornia e dell’Elba ad attivare mobilitazioni simili.

I Comuni vicini, così come quelli elbani, sono però rimasti freddi di fronte all’iniziativa piombinese. «Davanti a una tale mobilitazione – dice il sindaco Anselmi – credo si dovrebbe discutere, e credo dovrebbero farlo anche gli altri. Anche in caso di mancata conversione in legge del decreto sulle nuove province, per me il problema si pone lo stesso: riorganizzare un’omogeneità territoriale. E ancora di più se ci sarà il provincione di Livorno. Non è il gioco del Risiko, ma una riflessione sulle affinità strategiche da governare con scelte di ordine amministrativo. Almeno la Val di Cornia dovrebbe pensarci. Quali sono le affinità strategiche che ci possano motivare a restare come adesso?».

Come spiega il segretario generale del Comune, Maria Luisa Massai, l’iter, dopo la consegna della petizione popolare, prevede 30 giorni di tempo durante il quale il consiglio comunale deve rispondere se accettare o meno l’istanza. La risposta deve dunque essere data entro il prossimo 2 gennaio. In caso affermativo, lo stesso consiglio comunale avvia l’iniziativa prevista nell’articolo 133 della Costituzione per il mutamento della circoscrizione provinciale. La delibera del consiglio va poi alla Presidenza del consiglio dei ministri che deve avviare l’iniziativa legislativa necessaria alla modifica dei confini provinciali. Il cambio di provincia deve infatti essere definito da una legge nazionale.

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