Altoforno Lucchini fermo per un mese
I sindacati contrari: temono danni all’impianto. La Regione chiede l'attivazione immediata di due tavoli
PIOMBINO. La direzione della Lucchini ha comunicato lunedì 3 dicembre ai sindacati la decisione di fermare la produzione dell’altoforno dall’11 dicembre all’11 gennaio. Fim, Fiom, Uilm e le Rsu hanno ribadito la loro contrarietà ad una fermata lunga dell’impianto, temendo possibili danni, in considerazione dello stato dell’impianto che si avvicina sempre più al fine campagna previsto nel 2014. L’azienda avrebbe offerto sia garanzie politiche che tecniche sulla sua riaccensione, prevedendo semmai qualche giorno in più prima che la ghisa possa essere inviata in acciaieria. Entro martedì 11, comunque, le scorte di materie prime verranno a mancare e l’azienda ha promesso l’arrivo di una nave entro il 2 gennaio. In questo caso i sindacati chiederanno che la fermata dell’altoforno si abbreviata.
A Firenze è stato convocato un vertice dal presidente della Regione Enrico Rossi al quale hanno partecipato rappresentanti del Cda Lucchini, i sindacati ed il sindaco di Piombino Gianni Anselmi. Come si è concluso? Con la richiesta di un tavolo nazionale sulla siderurgia e un altro, più specifico, sulla vicenda dello stabilimento Lucchini di Piombino. Questa la richiesta urgente che l'assessore alle attività produttive Gianfranco Simoncini presenterà al sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti. «Ci attiveremo verso il Governo - dice Simoncini a conclusione dell'incontro - perchè accolga la richiesta, già avanzata dal sindaco di Piombino e dai sindacati, per l'apertura in tempi brevissimi di un tavolo nazionale per la siderurgia e al tempo stesso, per sollecitare la convocazione del tavolo già aperto per la Lucchini». «Siamo fortemente preoccupati - aggiunge - per il protrarsi di una situazione di incertezza sulle prospettive dello stabilimento, che rappresenta un elemento centrale del secondo polo siderurgico italiano. Abbiamo chiesto al Cda dell'azienda di valutare con grande responsabilità gli atti da compiere, anche per garantire la piena attivazione del governo nella salvaguardia degli stabilimenti di Piombino e per il suo futuro. Il tempo sta scadendo e non si può temporeggiare ancora». Simoncini inoltre, raccogliendo le richieste dei sindacati, ha chiesto all'azienda di valutare la possibilità di restringere i tempi del prospettato fermo dell'altoforno.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
