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Bersani sulla crisi dell’acciaio: «Lucchini da commissariare»

Bersani sulla crisi dell’acciaio: «Lucchini da commissariare»

Incontro a Roma fra il segretario del Partito democratico e il sindaco Gianni Anselmi

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ROMA. «Commissariare la Lucchini, il governo deve intervenire. E subito». Perché la vicenda del polo siderurgico toscano «è già stata fin troppo oscurata». Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani interviene sulla crisi dell’acciaieria di Piombino che rischia nel giro di qualche settimana di vedersi fermare gli impianti e, quindi, la chiusura. La Lucchini come l’Ilva di Taranto dunque, non per l’emergenza ambientale, quanto per quella sociale ed economica, visto che 2.200 persone potrebbero perdere il lavoro.

«L’unico passo da fare è una gestione commissariale sulla base della legge Marzano», ha detto Bersani che ieri mattina, nella sede romana del Pd, ha incontrato una delegazione sindacale di operai della Lucchini accompagnata dal sindaco di Piombino, Gianni Anselmi. Una breve riunione, al terzo piano di via Sant’Andrea delle Fratte, a due passi da piazza di Spagna, e poi l’incontro con i giornalisti. Ma il segretario ha messo subito le mani avanti: «Si parla della crisi della siderurgia a Piombino, non mettiamo una vicenda così drammatica nel calderone di altre questioni» ha chiarito sottintendendo che domande su primarie, ballottaggio e Renzi non sarebbero state accettate. La Lucchini, è stato ricordato, la principale azienda siderurgica dopo l’Ilva, ha una perdita che sfiora i 15 milioni o al mese. «La vicenda di Piombino è troppo oscurata mentre è uno dei casi industriali più rilevanti del Paese – ha continuato Bersani – la situazione è critica perché parliamo non solo di un pezzo della siderurgia italiana ma anche di un intreccio unico tra territorio e produzione».

E il sindaco Anselmi ha richiamato l’attenzione su Piombino che non ha avuto la stessa «forte visibilità di Taranto», ma dove ci sono, lo stesso, migliaia di posti di lavoro a rischio. «Cinquemila in tutto con l’indotto: rischia di saltare l’intero territorio». Tre, secondo il primo cittadino, le possibili soluzioni al vaglio del ministero dello Sviluppo economico: «Una moral suasion nei confronti della Lucchini per il commissariamento e da lì 6 mesi di tempo per definire un nuovo piano industriale; l’articolo 27 del decreto sviluppo sulle aree industriali che attende il decreto attuativo (confidiamo ci sia anche Piombino); infine un nuovo decreto sulle aziende energivore, utile specie per Magona, che sopporta alti costi energetici».

Per Mirko Lami (Fiom, Lucchini) «stiamo mandando all’aria la migliore siderurgia del Paese perché non ce ne occupiamo. Mordashov – aggiunge il sindacalista - ha mollato la Lucchini nelle mani delle banche che, finora non si sono impegnate a trovare un nuovo compratore. Ma non possono pensare di lasciare per strada 5mila persone».

Annalisa D’Aprile

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