Gioco
Lavori all’ex cinema Pietri, altolà di Legambiente
Dall’associazione osservazioni pesanti sulla variante al regolamento urbanistico, bocciato l’intervento per nuovi appartamenti e per un aumento dei volumi
PORTOFERRAIO. Stop all’operazione immobiliare che riguarda l’ex cinema Pietri. Ma non basta. Disco rosso di Legambiente su tutta la variante al Regolamento urbanistico comunale. C’è da migliorare, non da stravolgere le previsioni abitative almeno secondo gli ambientalisti del Cigno Verde. Da rivedere e correggere. In caso contrario, con la variante portata in consiglio, il programma urbanistico si trasformerebbe, senza giustificato motivo, da “piano attuativo di iniziativa privata” a “permesso di costruire convenzionato”.
Così facendo si superano alcuni passaggi e si evita il controllo del Consiglio Comunale. Ma le critiche maggiori sono sull’operazione immobiliare all’ex cinema Pietri.Legambiente non comprende il motivo per il quale il comune cede 60 del cento dell’area pubblica di piazza Pietri, in diritto di superficie, per un operazione immobiliare. Perché, poi, si passa dall’altezza massima dell’edificio da 5 a 7 piani, superando di almeno due piani rispetto a tutti gli immobili esistenti della zona. «A nostro avviso – dice Umberto Mazzantini portavoce dell’associazione ambientalista - è necessario che su un eventuale progetto si esprimano anche i cittadini di Portoferraio, nelle forme ritenute più opportune, tenuto conto che un piano attuativo può considerarsi atto di governo del territorio».
Ed ecco le osservazioni di Legambiente: migliorare la partecipazione del pubblico al percorso nel procedimento di formazione del Regolamento urbanistico con la presentazione organica anche per i non addetti ai lavori sul sito web del comune le delibere del consiglio comunale e la documentazione del regolamento urbanistico. Migliorare la rappresentazione cartografica introducendo nella legenda delle tavole il riferimento all’articolo delle norme tecniche di attuazione. Migliorare la qualità della vita nel centro storico per esempio con il ripristino del giardino pubblico in piazza della Repubblica.
Migliorare la qualità dell’aria integrando la pianificazione portuale con quella urbanistica per allontanare dal centro storico i traghetti e il relativo flusso di veicoli; migliorare la mobilità urbana e turistica favorendo gli spostamenti pedonali e ciclistici e l’uso dei mezzi pubblici. Poi un sistema di piste e percorsi ciclabili e pedonali anche con l’istituzione di una zona 30 con velocità limitata a 30 km/h finalizzata a limitare gli incidenti tra auto e ciclisti. Infine fra i suggerimenti: «Adottare effettive misure di tutela e conservazione delle aree umide che prenda in considerazione la laguna costiera del bacino delle saline di San Giovanni e Le Prade-Schiopparello. Conservare la qualità del paesaggio urbano impedendo sopraelevazioni di immobili».
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