Il Tirreno

Agricoltura locale, si studia il rilancio

di Katia Ghilli

Contro la crisi che obbliga le famiglie a ridurre i consumi sollecitate le unioni di operatori e la tracciabilità dei prodotti

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VENTURINA. Per combattere una crisi che costringe le famiglie a contrarre i consumi alimentari, gli agricoltori devono tornare ad associarsi.Solo così riusciranno a soddisfare le richieste della grande distribuzione e potranno realizzare progetti di più ampio respiro. Tra questi, ci dovranno essere un maggiore sostegno alla valorizzazione ed alla tracciabilità dei prodotti locali.

Al convegno dedicato al futuro del settore ortofrutticolo organizzato dalla Cia Toscana nella sede del consorzio Terre dell’Etruria di Venturina, gli operatori si sono confrontati sulle strategie per conquistare nuove quote di mercato. E la Cia ha ricordato che il settore ortofrutticolo, rappresenta il 10% della produzione lorda vendibile agricola regionale. La Val di Cornia si caratterizza soprattutto per le coltivazioni orticole, come avviene nel resto delle province di Grosseto, Livorno e Pisa.

Tra le proposte avanzate la Cia ha chiesto alla Regione di realizzare un coordinamento tra i diversi soggetti della filiera, coinvolgendo gli enti locali.

«Necessario favorire le relazioni di filiera – ha detto Giordano Pascucci, presidente della Cia Toscana – far avanzare l’esperienza dei Pif (progetti integrati di filiera), incentivare la crescita e il rafforzamento delle forme aggregative dei produttori. Poi bisogna sostenere la valorizzazione e la tracciabilità dei prodotti locali».

Cinzia Pagni, vicepresidente Cia Toscana, ha evidenziato come il settore ortofrutticolo sia strategico per l’agricoltura toscana ma che serva un impegno unitario per dare dignità al lavoro degli agricoltori e garantire reddito. Secondo Stefano Poleschi, direttore della Cia di Livorno, la strada da percorrere «è quella dell’associazionismo di prodotto per concentrare i volumi». Da qui l’appello a mettersi insieme per essere più competitivi sul mercato, rilanciato anche da Fabio Moschella, vice presidente nazionale della Cia. Dal convegno è emerso che Cia Toscana ritiene esistere le possibilità per un rilancio del settore, a condizione che ciò avvenga sulla base «d’un rafforzamento della filiera che porti alla progressiva riduzione dei costi, adesso appena coperti dai ricavi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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