Il Tirreno

«In tre anni tiriamo l’isola fuori dal baratro»

«In tre anni tiriamo l’isola fuori dal baratro»

Le ricette degli imprenditori elbani nel convegno promosso da Confindustria «Statuto speciale e programmazione: serve davvero una rivoluzione»

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PORTOFERRAIO. Una rivoluzione in tre anni per tirare il sistema economico dell’Elba fuori dalla crisi. È un obiettivo audace quello alla base del “Progetto Elba”, promosso da Confindustria in collaborazione con le associazioni degli Albergatori, Faita, Confcommercio, Cna e Confesercenti e spinta da tre imprenditori dell’isola come Marco Mantovani (Locman), Tiziano Nocentini (Conad Elba) e Vincenzo Gorgoglione (titolare del marchio Mvd). Ieri in una sala della Provincia affollata i tre imprenditori hanno illustrato gli obiettivi di un percorso appena iniziato e che, nel giro di tre anni, vuole risollevare l’economia elbana, partendo dalla coesione e dalla valorizzazione delle imprese del luogo, fino all’istituzione di uno statuto speciale ritenuto «necessario per la terza isola d’Italia che ha, come si è visto nel caso della sanità, esigenze particolari rispetto agli altri territori della Toscana».

Èd è proprio sull’onda lunga della protesta per la sanità che si colloca l’iniziativa degli imprenditori. «Servono scelte coraggiose, anche di rottura – ha detto Marco Mantovani aprendo la serie di interventi in sala – se si vuole far fronte a un progressivo impoverimento della nostra isola che, come dimostrato in questa stagione, ha perso fette di economia importanti e rischia progressivamente di spopolarsi. Se sulla sanità l’isola ha ottenuto buoni risultati è perché qualcuno si è mosso con energia, si è seduto a un tavolo e ha ottenuto quanto proposto».

Nel corso degli interventi sono state citate più volte le eccellenze elbane in campo imprenditoriale. «Dobbiamo ripartire da queste – ha detto Tiziano Nocentini – per fare girare l’economia elbana.L’isola ha delle potenzialità che sono sfruttate solo in minima parte». L’idea degli imprenditori è creare nel giro di tre anni un sistema basato sui principi di coesione e autosufficienza. Più volte, come ha ricordato lo stesso Vincenzo Gorgoglione durante il suo intervento, sono le imprese del continente a lavorare sull’isola, senza lasciare un minimo di economia sul territorio.

I fronti che con il Progetto Elba si intende aprire, a sentire il tenore degli interventi in sala, sono due.da una parte lavorare sulla coesione dei cittadini affinché puntino forte sulle imprese del territorio, così da generare un circolo virtuoso e una redistribuzione economica interna all’isola, dall’altra una forte unità sia istituzionale che politica, affinché le peculiarità e - ove ce ne sono - i problemi elbani siano risolti grazie a una programmazione definita e una più incisiva attività nelle trattative che via via si aprono con gli interlocutori esterni all’Elba.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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