Il Tirreno

Eroina a una minorenne, condannato a due anni

di Cristiano Lozito
Eroina a una minorenne, condannato a due anni

Stefano Pascadopoli resta in carcere alle Sughere, ma cade l’accusa più grave di aver ceduto droga a un amico di Venturina che poi morì di overdose

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VENTURINA. Due anni di carcere e quattromila euro di multa per aver ceduto eroina a due ragazze di cui una minorenne, assoluzione invece dall’accusa di aver ceduto a Claudio Marretta, cameriere di 31 anni, l’eroina che gli provocò una fatale overdose nel gennaio dell’anno scorso.

Stefano Pascadopoli, disoccupato 37enne, difeso dall’avvocato Giovanni Marconi, è stato giudicato ieri con rito abbreviato a Livorno: il giudice Giovanni Zucconi non gli ha concesso né sospensione della pena né condizionale, e così resterà in carcere alle Sughere dove si trova da luglio, quando venne arrestato dalla polizia dopo una complessa indagine.

L’avvocato Marconi annuncia appello e intanto ha presentato un’istanza per la remissione in libertà. Ma il legale venturinese è comunque soddisfatto per l’assoluzione del suo assistito dall’accusa più pesante, arrivata grazie alla successiva testimonianza di un giovane, che ha raccontanto di aver partecipato la sera prima, insieme a Marretta e Pascadopoli, a un viaggio a Pisa dove i tre acquistarono l’eroina. Che quindi, secondo, il verdetto, non fu ceduta da Pascadopoli all’amico, ma acquistata in comproprietà fra i tre.

Certo è che Claudio Marretta fu trovato senza vita dai fratelli nella tarda mattinata del 14 gennaio 2011 nella sua camera in via Dante, dove viveva con i genitori. Credevano che stesse ancora dormendo, ma poco dopo si accorsero che il giovane era morto. L’autopsia rivelò in seguito che Marretta era stato stroncato da un’overdose.

I fratelli del giovane sapevano che la sera prima della tragedia Claudio si era visto con Pascadopoli e altri giovani, e da qui partirono le indagini della squadra anticrimine del commissariato di Piombino, sotto la supervisione del pm Gianfranco Petralia.

Messi a fuoco i partecipanti alla serata precedente alla tragica fine di Marretta - oltre alla vittima e a Pascadopoli, due ragazze e due ragazzi - vennero avviate anche le intercettazioni telefoniche.

Accertamenti e testimonianze – secondo la polizia – permisero di stabilire che una volta nell'alloggio Pascadopoli cedette eroina alle due ragazze. Ma non alla vittima, secondo il verdetto del Tribunale, visto che l’eroina era stata acquistata in compartecipazione la sera prima.

Sempre secondo la ricostruzione della polizia di Piombino, accolta in parte dal giudice, il disoccupato venturinese mise a disposizione della minorenne strisce d'eroina, che poi le due ragazze sniffarono in bagno poco dopo che ne erano usciti Pascadopoli e la vittima.

Così da far pensare appunto agli investigatori che pochi istanti prima Marretta aveva inalato eroina lasciandone a sufficienza per le due ragazze.

Quando il gruppetto se ne andò dall’abitazione, Marretta iniziò a sentirsi male, fino all'arresto cardiaco dovuto, secondo il medico legale, all'assunzione di eroina in quantità non tollerate dal suo organismo.

Per la polizia e il pm Petralia si trattava di un quadro indiziario di elevato spessore per accusare Pascadopoli del reato continuato di spaccio di sostanze stupefacenti a persone anche minorenni, con l’arresto eseguito il 14 luglio scorso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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