Il Tirreno

LA PAROLA AI LETTORI

sanitÀ Ora vogliono tagliare anche l’Avis Tagliare sembra diventato lo sport nazionale, in tutte le direzioni in ogni luogo e organismo. . Ora sembra la volta dell’Avis. Si prospettano meno analisi,...

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sanitÀ

Ora vogliono

tagliare anche l’Avis

Tagliare sembra diventato lo sport nazionale, in tutte le direzioni in ogni luogo e organismo. . Ora sembra la volta dell’Avis. Si prospettano meno analisi, meno visite ai donatori; addirittura si toglie la bottiglia dell’acqua e, per chi lo desidera durante la donazione, il succo di frutta. Viene da dire: che sfacciati questi donatori, pretendono, vogliono, ma dove siamo arrivati!

Ma la faccenda è seria, la tattica degli strateghi della sanità Toscana è più sottile. Si vuole che i donatori, istintivamente presi dalla rabbia, arrivino a non donare più il proprio sangue. Insomma nel tardo liberismo ormai in disfacimento, che ha lasciato dietro di sé immani macerie, siano tolte da tutti i vocabolari le parole donare, regalare, dare; sostituendole con comprare, vendere, barattare. Tutto deve avere un prezzo, tutto deve essere regolato dal mercato. È ora di finirla con queste associazioni di volontariato. Ma che volontariato!

Carissimi donatori, non cadete nella trappola altrimenti ci ritroveremo come era negli anni in cui non esisteva l’Avis: negli androni degli ospedali si aggiravano dei loschi individui che sottovoce abbordavano parenti in visita dei propri cari sussurrandogli: sangue, serve sangue urgente, ci sono qua io. Naturalmente a pagamento e caro.

Carissimi donatori propongo a tutti voi un appello: la bottiglietta dell’acqua portiamocela da casa insieme al succo di frutta, la colazione andiamo a farla a spese nostre, che sarà mai. Inoltre suggerisco che il giorno della donazione passiamo alla sezione Avis e diamo, come si faceva una volta nei partiti, un piccolo contributo straordinario affinchè l’associazione viva e sia sempre e comunque dalla parte di chi ha bisogno.

Da parte mia io non mollo, ho donato oltre cento volte e conto di farne altre cento.

Gianfranco Gilardetti

(Piombino)

turismo

Un errore i parchi chiusi

nelle vacanze di Natale

Nelle nostre industrie è sempre più concreta una crisi che si propaga di conseguenza sull'intera città. Crisi preannunciata. Data la nostra posizione geografica e la storia che si respira, la prima alternativa auspicabile sarebbe potuta essere il turismo. Ed ecco che la speranza va immediatamente alla Società Parchi Val di Cornia. Ebbene, qualcuno sa spiegarmi perché quest'ultima, in questo tremendo momento di crisi, ha deciso di chiudere al pubblico il parco di Baratti e di San Silvestro a Campiglia, dai primi giorni di novembre fino a circa metà gennaio?

Chiudere durante tutte le festività natalizie vuol dire deludere tutte le famiglie che scelgono la Val di Cornia come meta per trascorrere le loro vacanze di Natale e quindi l'intera catena di strutture ricettive che gravitano nella zona. La stessa cosa lo scorso anno. Perché un motore di economia ecologica, il volano del turismo locale, il grande esempio di gestione dei parchi pubblicizzato nel mondo, fa questa scelta?

Patrizia Galligani

(Piombino)

VIABILITÀ

Al Poggetto servono

dissuasori di velocità

Gentile sindaco, mi permetto di segnalarvi l'enorme pericolosità delle fermate Atm in prossimità della via Proviciale al Poggetto, in particolare quella presso la tabaccheria, dove ogni mattina accompagno mio figlio per la scuola assieme a tantissimi altri genitori, o dove durante l'arco della giornata moltissimi utenti usufruiscono del servizio. Ebbene, essendo questa su un dosso, e avendo la fermata opposta direttamente a ridosso del muro acciaierie, e quindi senza un riparo adeguato, le macchine, che si accorgono degli utenti solo a ridosso della fermata stessa, percorrendo il rettilineo sempre a forte velocità per la mancanza di dissuasori, diventano un grave pericolo. Se si considera che poi, con il pulman fermo si assiste a frenate e slalom delle auto tra i bambini e altri utenti, capirà la pericolosità della situazione.

Inoltre la strada spesso è percorsa anche da mezzi pesanti,che passano veloci incuranti delle persone. La scorsa settimana ho sorretto a stento una signora anziana che era stata letteralmente spostata dal vuoto d’aria di uno di questi mezzi pesanti.

Per questo chiedo gentilmente di valutare la cosa e magari far apporre dei dissuasori di velocità.

Alessandro Bertozzi

(Piombino)

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