Sicurezza
“Acciaio” resta in sala, già duemila spettatori
PIOMBINO. Alla fine deve aver prevalso la curiosità di rivedere ancora una volta Piombino sul grande schermo. Polemica o non polemica, favorevoli o contrari, sostenitori o meno del romanzo scritto da...
PIOMBINO. Alla fine deve aver prevalso la curiosità di rivedere ancora una volta Piombino sul grande schermo. Polemica o non polemica, favorevoli o contrari, sostenitori o meno del romanzo scritto da Silvia Avallone, alla fine “Acciaio” ha avuto il proprio pubblico. Circa 2.000 i biglietti strappati nel primo fine settimana di proiezione al cinema cittadino Odeon, su un totale di 12 spettacoli nell’arco di quattro giorni.
In definitiva, soprattutto coi tempi che corrono nell’ambito del cinema, un successo, almeno commerciale, che ha convinto i gestori della sala in via Lombroso a prolungare la visione della pellicola di Stefano Mordini almeno fino a domenica prossima. Questa la programmazione del film: stasera e domani ore 21, sabato ore 20 e 22,15, domenica: 15 - 17,30 - 20 e 22,15. Nonostante la partenza in sordina, “Acciaio” ha avuto un’evoluzione di platea, sino a toccare l’apice domenica scorsa, con quasi 1.000 biglietti strappati. E c’è da considerare la forte concorrenza del film proiettato all’altro cinema piombinese, il Metropolitan, con l’ultimo capitolo della saga dei vampiri di “Twilight”, “Breaking Dawn parte 2”, record di incassi con 8.283.267 di euro nel primo weekend italiano, contro i 92.793 euro raccolti da “Acciaio” negli stessi giorni in tutta Italia. Tanto che anche al Metropolitan hanno deciso di proseguire per un’altra settimana con lo stesso titolo.
Pur avendo sostanzialmente vinto la scommessa di pubblico nella città che ne ha ospitato le riprese, “Acciaio” continua però ad avere un’accoglienza incostante tra i piombinesi. Se la maggior parte dei più giovani boccia un film che appare troppo lento e lontano dai gusti dei ragazzi, tra gli adulti il giudizio varia. C’è chi ne apprezza così la narrazione dilatata, arrivando a parlare di poesia delle immagini, e chi ne critica la qualità, chiamando in causa proprio la lentezza eccessiva del racconto. E infine c’è chi “Acciaio” non lo vuole proprio vedere. Di solito sono i piombinesi, e non solo, che a suo tempo si scagliarono contro il romanzo, accusandolo di dare un’immagine distorta della città. Per loro, libro o film cambia poco: Piombino non è quella descritta da Avallone e Mordini, punto e basta. Ecco però che agli inflessibili replicano coloro che si mettono in discussione, chiedendo se davvero Piombino non ha niente a che vedere con i ritratti ora narrativo, ora cinematografico, mentre qualcuno neppure si pone la questione, restituendo a libro e film il valore di puro prodotto di fantasia.
Francesca Lenzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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