Il Tirreno

«Ora intervenga subito il governo»

di Giorgio Pasquinucci
«Ora intervenga subito il governo»

I sindacati rafforzati dalla grande manifestazione di lunedì difendono il ciclo integrale contro l’ipotesi del forno elettrico

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PIOMBINO. Erano anni che a Piombino non si vedeva così tanta gente scendere in piazza. La manifestazione di lunedì è sicuramente andata oltre le aspettative degli stessi sindacati. «É stata una manifestazione di popolo – commenta il segretario della Fiom Luciano Gabrielli – Sono sfilate in corteo intere famiglie con bambini piccoli in braccio o in carrozzina. È stata una grande emozione entrare in piazza Verdi in un silenzio surreale, con tutti i negozi chiusi. Il segno evidente che questa lotta non riguarda più solo le fabbriche, ma tutto il mondo del lavoro. Di tutto questo ringraziamo la città, gli artigiani, i commercianti, gli imprenditori che rischiano di vedere aumentare le loro già pesanti difficoltà».

Una giornata che sicuramente ha dato ai sindacati e alle istituzioni locali la forza ed il coraggio di affrontare una settimana che potrebbe essere decisiva per le sorti della Lucchini. Il fondo Klesch si è infatti impegnato a presentare la sua proposta concreta a Rothschild, l'advisor Lucchini, entro questa settimana. Ma anche sulla scia della manifestazione di lunedì i sindacati tornano a chiedere che «il governo intervenga subito per prendere in mano l'economia del territorio».

Del piano Klesch si conoscono i contorni, che al momento trovano la ferma opposizione dei sindacati e del sindaco Anselmi. «A Milano – ricorda il segretario della Uilm Vincenzo Renda – i manager Rothschild ci hanno prospettato un piano che ci sembra irrealizzabile. Si parla dello spostamento del treno rotaie, della chiusura dell'area a caldo per far posto ad interventi immobiliari. È bene chiarire che noi non prossimo rinunciare al ciclo integrale, che non significherebbe semplicemente dimezzare lo stabilimento ma avviarlo verso la chiusura. Realizzare un forno elettrico richiederebbe, nel quadro di queste difficoltà finanziarie investire centinaia di milioni, non ci garantirebbe la possibilità di produrre acciaio di qualità, costringerebbe alla chiusura due centrali elettriche che oggi marciano con i gas di recupero di cokeria ed altoforno. A chi insiste sul forno elettrico rispondiamo che la morte, allora, c'è la scegliamo da soli».

«La grande manifestazione ha dimostrato che una comunità intera sta lottando per il futuro – commenta il segretario della Fim Fausto Fagioli - Ora è necessario far intervenire urgentemente il governo: il secondo polo siderurgico italiano non può essere abbandonato. L'Italia non può rinunciare alla produzione di acciaio per essere dipendente dalle importazioni».

Anche secondo Fagioli «il piano che abbiamo a davanti non solo non ci soddisfa, ma non sta in piedi, sembra il libro dei sogni. La Lucchini deve fare un passo indietro ed aprire una strada che favorisca l'intervento del ministero, altrimenti la situazione rischia di aggravarsi».

Tutti gli occhi sono dunque puntati sul tavolo della trattativa tra le banche e la Klesch. Entro questa settimana si dovrebbe cominciare a giocare a carte scoperte. I sindacati attendono subito dopo una convocazione al ministero. Ma un altro scontro si sta delineando. «Klesch deve sapere - afferma infatti Luciano Gabrielli – che qui troverà una forte opposizione». E insiste invece sulla necessità che il governo intervenga per trasformare le attuali debolezze della siderurgia (Piombino, Taranto, Genova e Trieste) in opportunità da creare attraverso sinergie ed una politica industriale.

La settimana che si è dunque aperta col fiume di fiaccole che ha esondato le strade della città, si preannuncia ancora una volta intensa, difficile e dagli esiti incerti. «La grande manifestazione – conclude però Gabrielli – ha dimostrato che le posizioni che il sindacato ha espresso, anche con grandi difficoltà, oggi sono un patrimonio di tutti. Un salto di qualità nella lotta e nelle proposte».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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