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Rush finale, dieci giorni decisivi per le sorti dello stabilimento

Rush finale, dieci giorni decisivi per le sorti dello stabilimento

PIOMBINO. «Non esiste una via di uscita da questa impasse senza che le istituzioni siano protagoniste nella valutazione di un progetto industriale credibile». E’ da questa sintesi fatta nei giorni...

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PIOMBINO. «Non esiste una via di uscita da questa impasse senza che le istituzioni siano protagoniste nella valutazione di un progetto industriale credibile».

E’ da questa sintesi fatta nei giorni scorsi da Gianni Anselmi che sindacati e istituzioni intendono ripartire nei dieci giorni forse decisivi per le sorti della Lucchini. Sì, perché è in quel che resta del mese di novembre che si chiariranno le sorti dello stabilimento.

Nei fatti Klesch, attraverso la proposta che avanzerà all’advisor delle banche creditrici, Rothschild, renderà noto il suo piano forse già questa settimana.

A quel punto le mosse da fare restano poche: con sindacati e istituzioni fermi nel giudicare inaccettabile una proposta che tagli il ciclo integrale, un no che in fondo era alla base anche della manifestazione di ieri, Anselmi & C. stanno esercitando in tuti i modi possibili pressioni sul governo.

Ma che può fare realisticamente un esecutivo che tra l’altro si è visto accorciare la vita di un altro mesetto per l’election day, e vede ormai vicina la fine del proprio mandato?

Potrà cioè il governo dire di no a una proposta che porterebbe alle banche – secondo fonti qualificate – una cifra vicina ai 200 milioini, un quarto del debito? Secondo chi sta facendo pressing sul governo la possibilità ci sarebbe, se ad esempio la proposta di Klesch fosse in modo chiaro difficilmente attuabile, anche in relazione a quello che Anselmi ha detto appunto nei giorni scorsi: cioè senza l’ok dell’amministrazione comunale il fondo svizzero si può scordare forno elettrico e pure le villette sulle aree liberate. E respingere la proposta o rimandarla indietro chiedendo modifiche, sposterebbe il problema sul prossimo governo.

Tornando alle scadenze, però, se la proposta Klesch arriverà nei prossimi giorni sui tavoli dl governo, è scontato che sia istituzioni che sindacati verranno subito dopo chiamati a Roma. E secondo il tipo di risposta che arriverà, i sindacati sono pronti portare centinaia di lavoratori davanti al ministero.

L’obiettivo dichiarato dei sindacati, che potrebbe mettere su un binario morto la proposta Klesch, è comunque sempre quello: un tavolo nazionale della siderurgia che valuti la possibilità di sinergie tra gli stabilimenti in crisi: Piombino (con Lucchini e Magona), Taranto, Trieste e Genova.(cloz)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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