Sicurezza
«Qui per non chiudere» I giovani per le fabbriche
Un migliaio di ragazzi primi a scendere in piazza per dare appoggio agli operai Collettivo “Tre passi avanti”: «Garantire il lavoro, a Piombino si sta bene»
PIOMBINO. 8,30. Capannelli di studenti in via della Pace. Si discute di scuola, di fabbrica. Maria Barbieri, 4ª B del liceo sottolinea sorridendo: «C'era il compito di matematica – racconta – e sono l'unica femmina di classe a non essere entrata. Mi sembrava più giusto essere accanto a quanti stanno lottando per conservare il posto di lavoro». Grazie a Maria trova il coraggio di parlare l’amico Lorenzo Fiaschi, stessa età e classe: «Molti hanno parenti in fabbrica, però sono entrati... non hanno avuto coraggio. La manifestazione di oggi è importante, anche se non pensiamo di andare noi a lavorare alle acciaierie; la fabbrica fa parte della storia del territoro e della nostra città». «Sì – concorda Leila Bartolommei, dell’Ipc, indirizzo enogastronomico – ora c’è anche il turismo, ma l’acciaio oltre che nel passato, dev’essere pure nel nostro futuro. Per questo manifestiamo anche noi».
Saranno un migliaio, secondo le forze dell’ordine, a non entrare in classe e a sfilare fino in piazza Verdi. Lentamente perché coi loro slogan vogliono coinvolgere più persone possibile: «Siamo qui per non chiudere» - si sente - «... scendi giù, vieni con noi». Schierati in ordine, dietro i cartelloni «Tutti presenti, tutti coinvolti».
Tante le bandiere della pace. Sempre a seguire le operazioni le forze dell’ordine.
Gabriele Bianchi (18 anni ragioneria 5ª Mercurio) e Federico Leggieri (4ª Mec Iti) che hanno guidato la marcia con gli altoparlanti, all’arrivo quasi non hanno più voce. In alto - sopra le teste - si vedono un mare di cellulari, tutti scattano immagini perché vogliono girare foto sui social network, per far vedere che ci sono. A gestire manifestazione e impianto audio i ragazzi del collettivo studentesco “Tre passi avanti” (per l’Iti Leggieri, per ragioneria Busdraghi e Bianchi, per l’Ipc Mancini e Papi, per lo scientifico Giomi e Parietti). «Grazie per essere venuti qui – accoglie proprio Bianchi – non per saltare un giorno di scuola, ma per far valere il diritto al lavoro». Il microfono passa a Enrique Saldana, ex liceale, ora ad ingegneria a Pisa: «Importante vedervi così tanti oggi – sottolinea – una giusta presenza che dovrete confermare nel pomeriggio. Perché, come qualcuno dice, gli studenti possono anche esser una minoranza ma una minoranza di valore perché ha preso posizione e stabilito di non subire ogni decisione presa da altri. È il momento di far sentire agli operai la nostra energia».
Interviene Giuseppe Bartoletti a nome di Cgil, Cisl e Uil (con lui ci sono Gabrielli, segretario Fiom e Lami, responsabile Fiom Rsu Lucchini): «Bella manifestazione, voi siete la nostra speranza, impegnati con noi nella difesa difficile del territorio. Vorremmo vedervi stasera con la vostra freschezza e fantasia, vi aspetto». L’assessore Anna Tempestini ricorda l’impegno del sindaco «da tempo, tra Firenze e Roma, per difendere il nostro polo industriale. Come amministrazione – spiega – cerchiamo di fare la nostra parte per lo sviluppo del territorio e la vostra è una presenza valida perché non potete lasciare che siano altri a decidere del vostro futuro. Piombino ha bisogno di futuro e di prospettive e le fabbriche sono importanti anche per l’indotto, per le piccole aziende, per tutta la nostra economia. Bello scendere insieme in piazza come stiamo facendo oggi: nelle manifestazioni non ci vogliono infiltrati, niente violenza, continuate così». A portare la voce di Rifondazione Alessandro Favilli «importante che voi siate qui, i lavoratori non devono essere lasciati soli». In linea Daniele Mercati segretario dell’unione comunale Pd: «Bisogna garantire il lavoro, perché qui si sta bene». Chiude salutando («...dobbiamo esserci perché vogliamo restare...») e ringraziando per tutti Matilde Parietti, 18 anni 5ª B scientifico. E nel pomeriggio i ragazzi sono stati di parola: c’erano di nuovo. In tanti.
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