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Elbopoli, condanne annullate

Elbopoli, condanne annullate

Sentenza ribaltata dalla Corte di Cassazione, ora dovrà essere nuovamente celebrato il processo

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PORTOFERRAIO. La Corte di Cassazione ribalta la sentenza su Elbopoli.

Il giudice ha infatti annullato, con un rinvio alla Corte di Appello di Genova, indicando un nuovo processo, la condanna emessa a suo tempo per corruzione in atti giudiziari a carico degli imputati coinvolti nel procedimento iniziato nel 2010.

Sul banco degli imputati l’allora prefetto di Livorno Vincenzo Gallitto, l’ex capo dei Gip Livornesi Germano Lamberti, insieme ai due imprenditori pistoiesi Fiorello Filippi e Franco Giusti.

Ora, come detto, la Corte di Cassazione ha rimesso gli atti alla Corte d’Appello genovese per un nuovo giudizio.

La vicenda emerse nel 2003 quando, secondo la procura, gli imputati che allora erano otto, si erano riuniti in un gruppo di affari per speculazioni edilizie. Secondo l’accusa Lamberti e Gallitto avrebbero ottenuto appartamenti in un residence di lusso, nella zona di Cavo, dopo la ristrutturazione dell’ex discoteca Costa dei Barbari in cambio di agevolazioni per la realizzazione di un centro servizi a Procchio nel comune di Marciana, che negli anni da tutti è stato conosciuto come ecomostro.

Due anni fa, nel novembre del 2010, gli imputati avevano ricevuto condanne pesanti da parte dei giudici del Tribunale di Genova, dove si è svolto il processo.

Il giudice Germano Lamberti era stato condannato a quattro anni e nove mesi (mentre aveva avuto tre anni in primo grado), il prefetto Vincenzo Gallitto a quattro anni e quattro mesi (due anni in primo grado) i costruttori Giusti e Filippi condannati a cinque anni ciascuno (tre anni e quattro mesi in primo grado).

Non sono state rese note le motivazioni che hanno condotto la Cassazione e rinviare gli atti alla Corte d’Appello ma tra le ipotesi per l’accoglimento del ricorso sembra esserci un punto che era stato presentato già nel processo di primo grado dei difensori dei due imprenditori pistoiesi, vale a dire l’inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche.

Proprio in primo grado Franco Giusti era stato assolto dall’accusa di corruzione in atti giudiziari, anche se poi era stato pesantemente condannato in appello a cinque anni come Filippi con un aggravamento rispetto ai tre anni e quattro mesi della prima sentenza.

Gli avvocati quindi hanno presentato ricorso in Cassazione ed ora il rinvio alla Corte d’appello di Genova che dovrà nuovamente celebrare il processo di Appello.

Intanto è ancora in piedi l’ecomostro, anche se gli restano pochi mesi di vita.

Il centro servizi di Procchio, infatti, sarà presto abbattuto, ma i costruttori, gli imprenditori pistoiesi Giusti e Filippi continuano a lavorare nella zona. Al posto della struttura infatti sorgeranno nuove edificazioni e l’impresa che fa capo alla famiglia Giusti sta trattando con l’amministrazione marcianese per costruire nuovamente nell’area grazie ad una variante urbanistica introdotta dalla precedente amministrazione.

Antonella Danesi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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