Sicurezza
Tablet ed ebook a scuola, ok dall’anno prossimo
Un decreto legge apre all’uso dei libri elettronici, obbligatori solo alle superiori Non tutti i docenti concordano che gli studenti siano pronti a un uso corretto
PIOMBINO. Chi ipotizzava un futuro digitale ancora piuttosto lontano dalle nostre scuole avrà fatto un salto all'indietro leggendo il decreto-legge Crescita 2.0 approvato due settimane fa dal presidente della Repubblica G Napolitano. Gli ebook (per i meno esperti, i libri elettronici) arriveranno sui banchi già a partire dal prossimo anno: i docenti potranno scegliere tra l'adozione di libri in versione solo digitale oppure in quella mista, costituita da un testo in formato elettronico o cartaceo e contenuti integrativi, accessibili o acquistabili in rete anche in modo disgiunto.
Un obbligo che inizialmente toccherà solo le superiori, per poi estendersi alle scuole del primo ciclo (medie e elementari) a partire dall'anno successivo. Obiettivi: far risparmiare le famiglie nell'acquisto dei libri e andare incontro alle esigenze dei «nativi digitali», cresciuti di pari passo con l'innovazione tecnologica che ha caratterizzato gli ultimi 15-10 anni. Laddove c'è un ebook, però, è necessario anche un tablet per leggerlo.
«Certo – commenta Fabio Canessa, insegnante di lettere al liceo Carducci – sarà necessario schermare questi dispositivi per impedire ai ragazzi l'accesso a contenuti “truffaldini”, come versioni già svolte o soluzioni di esercitazioni. Ma a parte questo, io sono assolutamente favorevole all’innovazione. Non possiedo né un tablet, né un i.Phone, ma perché desidero sentirmi libero dalla possibilità di ricevere in qualsiasi momento messaggi o notizie». Sì al tablet anche per Francesca Panciatici, insegnante di storia dell'arte nello stesso istituto. «Non ne possiedo uno – spiega – perché per le mie necessità ho ritenuto più funzionale un i.phone, ma per quanto riguarda la didattica credo che se utilizzato consapevolmente, e non per giocare, il tablet possa essere uno strumento utile in una materia come la mia che riceve beneficio dall'accesso ai contenuti multimediali. Spostarsi in un laboratorio sarebbe molto più complesso».
Più contenuta Laura Ricotti, insegnante di lettere liceo scientifico: «Per l'attuale condizione della scuola italiana tutto ciò mi sembra fantascienza. Credo ci siano aspetti ben più deficitari e prioritari. Certo, il tablet ha delle potenzialità notevoli, a partire dall'accesso a repertori vastissimi di testi. Sul piano della didattica e dell'apprendimento non so quale possa essere l'efficacia, ma la direzione, senz'altro, è quella. Preferisco i libri cartacei e il lettore ebook che abbiamo in casa appartiene a mio marito: però sto cercando di prenderci confidenza».
Più specifiche le perplessità di Lorenza Boninu, anche lei professoressa di lettere al Carducci: «Se non accompagnata da una reale consapevolezza delle effettive possibilità penso che l'adozione di ebook e tablet sia la classica sverniciata di “nuovismo” che non arrecherà alcun tipo di miglioramento apprezzabile. Da anni esploro queste tematiche e ho buona confidenza con questo genere di strumenti: ma nel tempo sono passata dall'entusiasmo a un atteggiamento più critico. Che ha riscontri precisi nella letteratura (per lo più americana) sull'argomento». Chiude un'altra insegnante di lettere del liceo, Patrizia Giomi: «Decisamente contraria - si dichiara – Alcuni aspetti della rivoluzione digitale possono essere utili, ma ciò che ho visto nella scuola in questi ultimi vent'anni mi porta a pensare che la superficialità e la velocità figlie di questo periodo siano diretta conseguenza di Internet. Non nego la rete in maniera aprioristica, chiaro: il mio timore è che gli studenti non siano in grado di distinguere i contenuti che si trovano di fronte e scelgono solo ciò che è più semplice e veloce. La sintesi della sintesi, senza alcuna profondità, e questo mi spaventa. L'auspicio è che tra tutto questo e l'annoiare si possa trovare una via di mezzo».
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