Sicurezza
Silvia Avallone: «Piombino sullo schermo, che emozione»
PIOMBINO. Quando Piombino vedrà il primo fotogramma di “Acciaio”, lei sarà a Bologna, ospite della proiezione speciale al cinema Lumiere, col produttore Carlo Degli Esposti. C’è da credere però che...
PIOMBINO. Quando Piombino vedrà il primo fotogramma di “Acciaio”, lei sarà a Bologna, ospite della proiezione speciale al cinema Lumiere, col produttore Carlo Degli Esposti. C’è da credere però che un pensiero lo concederà anche al luogo che ha ispirato il racconto di Anna e Francesca, quella Piombino dove ha trascorso alcune estati e gli anni del liceo.
Silvia Avallone, un parere sul film nel giorno di uscita.
«Trovo il film molto bello. Si sente una grande attenzione soprattutto alla fabbrica, penso sia molto emozionante che finalmente una cinepresa sia entrata a far vedere dei luoghi come l’altoforno, i volti degli operai. È una realtà che, in modo particolare in questo momento, ha bisogno di essere conosciuta, di ricevere attenzione. Il film in questo senso è davvero molto delicato, rispettoso, incisivo. Quanto alle due ragazze, Anna e Matilde, sono straordinarie, sia per il loro talento, che per il fatto che Stefano Mordini le ha trattate con uno sguardo affettuoso, quasi paterno».
Come pensa che i piombinesi accoglieranno la pellicola?
«Questo non lo posso sapere. È un film di estrema attualità, che racconta una realtà molto vasta, ambientata a Piombino, ma che appartiene a tantissimi luoghi d’Italia e non solo. Luoghi che soffrono per la crisi economica. Queste fabbriche che chiudono, o che rischiano la chiusura, e questi operai che hanno bisogno di attenzione. Sotto questo aspetto credo che il film arrivi veramente al cuore e che sia importante anche per questo. Infine, un’altra considerazione: in un’Italia in cui si parla molto di giovani, proprio a loro si danno poche risposte. Il film è ambientato nel 2011, e parla soprattutto di un’intera generazione di giovani che ha bisogno di un’opportunità. Sono temi vasti, universali. Il fatto che Piombino sia lo scenario di un problema così ampio, credo sia importante».
Stasera sarà a bologna. le dispiace non avere l’occasione di essere presente alla prima proiezione piombinese?
«Da mesi sono completamente assorta dalla stesura del secondo romanzo. Proprio per questo non ho preso altri impegni nell’ambito del film, giusto Bologna perché vi abito. È chiaro tuttavia che mi emoziona l’idea che il film esca a Piombino, dove sarà guardato con un occhio particolare, per ovvie ragioni. Per me rivedere sullo schermo parti di Piombino, anche meno conosciute, è stato davvero emozionante». (fra.le.)
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