Il Tirreno

Sanità, le richieste dei sindaci

di Luca Centini
Sanità, le richieste dei sindaci

In otto pagine le condizioni da sottoporre a Marroni Niente tagli a chirurgia, reparti potenziati. E un nuovo patto

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PORTOFERRAIO. Ritorno alla normalità entro il 31 dicembre, poi un patto territoriale per l’Elba - aperto al coinvolgimento dei cittadini - da completarsi entro il 28 febbraio del 2013. Sono queste le condizioni che i sindaci elbani porranno, venerdì, all’assessore regionale Luigi Marroni.

In un documento di otto pagine i primi cittadini, mediando e limando i punti negli ultimi tre giorni, hanno condensato le richieste da sottoporre ad Asl e Regione, un piano di riorganizzazione dei servizi, sia ospedalieri che territoriali, che se rifiutato porterà all’ufficializzazione delle dimissioni di Peria e alla rottura definitiva con la Regione.

Il quadro. La prima parte del documento definisce la situazione attuale della sanità sull’isola. I sindaci descrivono dettagliatamente la progressiva contrazione dei servizi ospedalieri che stanno trasformando il presidio in poco più di un pronto soccorso. Nel documento i sindaci ricordano come, di fatto, sono stati disattesi completamente gli accordi dell’ottobre 2011, così come non è stata riconosciuta la specificità insulare, dal momento che il piano sanitario regionale con il paragrafo dedicato all’Elba non è ancora stato attivato.

Richieste immediate. I sindaci chiedono ad Asl una partecipazione attiva e più coinvolgimento sulle iniziative aziendali e report mensili che informino sulla situazione dei servizi sanitari e sulle attività prodotte da Asl. Alla Regione si chiede il mantenimento nel piano sanitario regionale del paragrafo Elba da integrare con ulteriori misure.

Entro dieci giorni. A Marroni sarà chiesta la riattivazione delle sedi della guardia medica a Rio Marina e Marina di Campo e un passo indietro sull’obbligo di prenotazione per i prelievi. I tagli al reparto di chirurgia dovranno essere scongiurati, a fronte di un rafforzamento dell’organizzazione attuale con una guardia attiva h 24, un numero dei medici e di infermieri adeguato, l’integrazione con altri chirurghi della Asl. Tra le condizioni anche il potenziamento di ortopedia, con la presenza stabile di tre medici in reparto e, in generale, con il mantenimento di un’organizzazione accettabile. Anche «perché – scrivono i sindaci – è impensabile proporre bandi di concorso a ortopedici proponendo solo di venire ad effettuare attività ambulatoriale».

Ma non è tutto. Le richieste dei sindaci riguardano medicina generale, recentemente declassata a unità operativa semplice da Asl, oncologia (si chiede il mantenimento di un oncologo più tre infermieri e un’attività di 5 giorni a settimana), radiologia, oltre a garanzie sul mantenimento del punto nascita e di pediatria, considerato un reparto fondamentale per l’isola.

Ritorno alla normalità. Una volta che i sindaci saranno scesi dal tetto, qualora le richieste urgenti venissero accolte, saranno sottoposte all’assessore Marroni alte condizioni, tra cui la realizzazione della guardia anestesiologica h24, potenziamento dell’attività di logopedia, un programma di superamento dei tempi di attesa e agevolazioni, tra cui servizi navetta e liste dedicate, per chi dovrà necessariamente uscire dall’isola per curarsi in altri presidi.

Partecipazione. Entro il 28 febbraio 2013 dovrà, secondo le richieste dei sindaci, essere definito un patto territoriale per l’Elba, condiviso con Regione e Asl, basato su un forte percorso di coinvolgimento democratico dei cittadini e delle loro rappresentanze.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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