Il dolore
«Entro fine anno ridateci un ospedale normale»
L’appello dei primi cittadini firmato dai consiglieri di tutti i comuni dell’isola Anche Barbetti, l’unico a non esser salito sul tetto, sottoscrive il documento
PORTOFERRAIO. Alla fine il documento è arrivato. I sette sindaci, Barbetti compreso, hanno firmato le otto pagine con le richieste dirette all’assessore regionale alla sanità, Luigi Marroni.
È stata una giornata intensa, iniziata alle 10 con una riunione in ospedale a cui hanno partecipato Danilo Alessi, Anna Bulgaresi, Andrea Ciumei, Roberto Peria e Vanno Segnini. L’obiettivo era mettere a punto il documento da presentare nel pomeriggio.
Il ritrovo. Alle 17 tutti convocati in ospedale. La sala d’aspetto è affollata. I primi cittadini sfilano uno dopo l’altro, e alla vista di Ruggero Barbetti, l’unico a non salire sul tetto la settimana scorsa, i membri dei comitati non risparmiano gli sfottò. «Ma è quello vero?», gli chiede Luciana Gelli, attivista di Elba Sanità, alludendo alla gag di un concittadino di Barbetti, travestitosi da sindaco per simulare la sua presenza. Ma i primi cittadini non hanno neanche il tempo di fermarsi con gli oltre cinquanta consiglieri accorsi, che subito si defilano. Prima al quarto piano, poi in una saletta interna a piano terra. In mezz’ora gli ultimi dettagli vengono limati e, dopo una sofferta mediazione, il testo è unanime.
La lettura del documento. Raggiunto l’accordo i sindaci escono nel piazzale. Roberto Peria legge la prima pagina, Alessi la seconda, poi tutti gli altri, tranne Barbetti che - intervistato - non nasconde il suo disappunto. «Un teatrino del quale potevamo fare a meno», afferma il sindaco di Capoliveri, che nonostante la presa di distanza dai colleghi, firmerà comunque l’appello. «Io sono il primo a protestare – continua – ma lo faccio in modi diversi. Non posso combattere a fianco di Peria e Alessi, negli ultimi anni rimasti impassibili ai tagli imposti dal loro partito». Il sindaco di Rio nell’Elba ribatte immediatamente. «La sua è una giustificazione che denota disagio – commenta Alessi – le polemiche poteva tirarla fuori in un altro momento».
Le firme. Dopo la lettura accorata del documento davanti a tanti cittadini che, in silenzio, hanno ascoltato - passo dopo passo - le richieste messe per iscritto dai sindaci, i consiglieri sono entrati nella sala d’aspetto dell’ospedale. Proprio davanti ai gonfaloni delle amministrazioni, simbolo del presidio messo in scena da giorni, è stato allestito un tavolo dove firmare il documento a sostegno dei sindaci. La bandiera con le tre api era lì, come a sottolineare un momento importante per l’isola che, di rado, aveva trovato una unità espressa con tale forza. I consiglieri sono determinati quanto i loro sindaci nel portare avanti la protesta. «Se serve vado fino a Roma», afferma l’assessore al turismo del Comune di Campo nell’Elba, Lorenzo Baldetti. E chi già ha fatto la sua parte durante i giorni di presidio non intende abbassare la guardia, come l’assessore del Comune di Rio nell’Elba, Nadia Mazzei. «Non è stato affatto faticoso – commenta – e non l’ho fatto certo per mettermi una medaglia al petto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
